In base ai nuovi dati raccolti dalla sonda Cassini, impegnata nelle ardite manovre del cosiddetto “Gran Finale”, gli scienziati della NASA hanno determinato che gli anelli di Saturno potrebbero essere molto più giovani di quel che si pensasse. L'età stimata, infatti, sarebbe di appena cento milioni di anni o addirittura inferiore, un dato che suggerisce uno spettacolare quanto catastrofico processo di formazione. Gli studiosi impegnati nelle analisi, coordinati dalla dottoressa Linda Spilker, sono giunti a questa conclusione dopo aver vagliato i dati raccolti da Cassini durante i tuffi tra l'atmosfera del pianeta e gli anelli interni.

Uno degli obiettivi finali della sonda, in orbita attorno al gigante gassoso da 13 anni, è quello di provare a determinare la massa degli anelli, il cui valore può essere indicativo anche dell'età. In base alle teorie più accreditate, infatti, una massa maggiore sarebbe associata ad anelli antichi – magari con la stessa età del pianeta, ovvero 4,6 miliardi di anni -, mentre anelli meno massicci corrisponderebbero a un'età molto più giovane. È proprio quest'ultimo caso ad esser stato rilevato da Cassini, sebbene la Spilker abbia sottolineato che si tratti di osservazioni preliminari, e che per una valutazione approfondita ci vorrà del tempo.

Se gli anelli fossero realmente così giovani, la loro formazione sarebbe legata a un evento catastrofico e affascinante. La forza gravitazionale di Saturno potrebbe infatti aver letteralmente spezzato una cometa di passaggio, un centauro (planetoide ghiacciato) o addirittura una luna, i cui frammenti si sarebbero rapidamente organizzati per formare le affascinanti strutture circolari che “abbracciano” il pianeta. Del resto, spiegano gli studiosi, soltanto anelli massicci avrebbero potuto resistere oltre 4 miliardi di anni al bombardamento costante di meteoriti e ai naturali processi di disgregazione.

Cassini continuerà a raccogliere dati sugli anelli negli ultimi due flyby previsti, prima del tuffo distruttivo nel cuore dell'atmosfera di Saturno, che avverrà il prossimo 15 settembre. Le ultime fotografie verranno scattate il 14, mentre per il giorno della gloriosa fine tutti i sensori saranno impostati per raccogliere i dati atmosferici del pianeta. L'ultimo sussulto della sonda, che brucerà come una spettacolare meteora nella tempestosa atmosfera del pianeta.

[Credit: NASA/JPL]