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L'anno scorso qualcuno ha creduto di vedere una sfera di Dyson, per la precisione nella stella Kic 8462852, che ci ha fatto passare momenti di ansia. Una sfera di Dyson dovrebbe indicare la presenza di una civiltà notevolmente avanzata, in grado di farci secchi in poco tempo; il divario tra noi e loro sarebbe notevolmente più ampio di quello che c'è stato tra i nativi d'America e i primi esploratori europei. Il segnale Wow! captato nel 1977 è stato quello che più ha fatto pensare ad un reale messaggio alieno, una comunicazione radio che presentava tutte le caratteristiche ideali che chiunque userebbe per mandare un messaggio dallo Spazio profondo con la speranza di essere ascoltato. E' stato chiamato "Wow" proprio per lo stupore di chi lo ha registrato per primo attraverso il radiotelescopio BigEar in Ohio.

Messaggi da Auriga

Dei recenti sei segnali provenienti dalla costellazione di Auriga è stato pubblicato anche un articolo. Dall'abstract non notiamo niente di sensazionale. Stando alle dichiarazioni dei ricercatori non si tratterebbe di un messaggio alieno ma di raggi X dovuti ai baglioni di una giovane stella di neutroni: il nucleo denso che rimane dall'esplosione di una precedente stella, perlomeno questa è l'ipotesi ritenuta più probabile. Per il resto non si capisce perché una civiltà avanzata dovrebbe comunicarci qualcosa attraverso esplosioni così catastrofiche.

Sfere di Dyson

Avevamo già affrontato questo affascinante tema, con tanto di smentita da parte degli esperti. Ormai si è concordi nel ritenere che la cosiddetta sfera, in grado di catturare l'energia di una stella, fosse il frutto dell'attrazione gravitazionale di una nana rossa nelle vicinanze, provocando l'arrivo di una nube di asteroidi o comete provenienti dalla nube di Oort. Se non altro si tratterebbe di una prova in più della sua esistenza.

Segnale Wow!

L'astronomo Antonio Paris del St. Petersburg College in Florida, avrebbe individuato due comete passanti nel '77 proprio nella porzione di cielo esplorata dal radiotelescopio di BigEar. L'idrogeno rilasciato dal loro nucleo durante il passaggio avrebbe causato il segnale. Proprio la frequenza ne sarebbe la firma. Quest'anno, grazie al ritorno delle comete incriminate, potremmo verificare se l'ipotesi del Paris è stata corretta.