Il calcio è meglio guardarlo, meglio ancora se puntandoci sopra una somma di denaro: la "paghetta" dei genitori, per circa un milione di studenti, è stata giocata così, almeno una volta negli ultimi dodici mesi.

È uno scenario cupo e preoccupante quello dipinto da uno studio condotto da Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa e responsabile dello studio Espad®Italia, nell'ambito del progetto European School Project on Alcohol and other Drugs che, nel 2015, ha coinvolto un campione rappresentativo di circa 30.000 studenti italiani di età compresa tra 15 e 19 anni, provenienti dall'intero territorio nazionale. Uno scenario in cui, ad una costante riduzione registrata tra il 2010 e il 2014, ha fatto seguito una brusca inversione di marcia che, nell'ultimo anno, ha portato la percentuale di ragazzi che hanno giocato a crescere dal 39 al 42%; tra questi, un 7% sostiene di giocare 4 o più volte alla settimana.

Un aumento generalizzato, che coinvolge tutte le fasce d'età, entrambi i sessi e quasi tutte le aree geografiche, benché con incidenze diverse: la percentuale più alta resta tra i ragazzi, 51%, contro il 32% delle ragazze, ma l'incremento maggiore è stato registrato proprio nel genere femminile, passato dal 27 al 31%.

A cosa giocano i ragazzi? Mentre calano i dati relativi a Lotto/Superenalotto e Poker texano, aumentano invece i giocatori di Totocalcio/totogol e altre scommesse, oltre che di Gratta e vinci: quest'ultimo è al primo posto nelle preferenze delle ragazze, seguito dal Bingo e da giochi di carte; per i ragazzi, invece, le scommesse sportive dominano incontrastate al primo posto.

Dove si gioca tra gli adolescenti? I locali pubblici non specificamente destinati (bar e tabacchi, ad esempio) stanno vedendo calare le preferenze, così come le abitazioni private: successo in crescita, invece, per le sale scommesse. Ma si gioca tantissimo anche online, con il pc, con lo smartphone o con il tablet. Si gioca in tutta Italia, anche se le punte più alte si registrano al Meridione: la percentuale di studenti che hanno giocato almeno una volta nell'ultimo anno è al 36,8% nel nord-ovest, al 30,6 nel nord-est, al 43,5 nel centro e al 48,8% nel sud e nelle isole.

Di queste cifre allarmanti va soprattutto evidenziato che l'11%, tra coloro che hanno giocato negli ultimi 12 mesi, è costituito da ragazzi potenzialmente a rischio: ad essi, come a tutti i minori, il gioco sarebbe vietato. Soltanto in linea teorica e nei propositi perché, a giudicare dai numeri, troppo facile è eludere la legge; ed evidentemente anche comodo.