Credit: Ethan Chappel/Chappel Astro – Twitter
in foto: Credit: Ethan Chappel/Chappel Astro – Twitter

Un grande oggetto celeste ha colpito la densa atmosfera superficiale di Giove, producendo un bagliore (bolide) che è stato catturato da un astrofotografo amatoriale mentre filmava il gigante gassoso attraverso il suo telescopio. Poiché il flash di luce bianca è stato visibile dalla Terra, si ritiene che l'impatto contro la tempestosa atmosfera gioviana sia stato causato da un oggetto piuttosto grande, un asteroide o magari una cometa, anche se al momento non è possibile stimarne massa e dimensioni. Gli astronomi professionisti, che si sono congratulati con l'autore del video, si augurano che altri appassionati di astrofotografia abbiano filmato lo stesso evento, magari con filtri differenti, così da poter determinare le caratteristiche dell'oggetto coinvolto.

La scoperta. Il merito di questa scoperta è del texano Ethan Chappel, che alle 06:07 ora italiana del 7 agosto stava filmando il pianeta dal proprio giardino di casa. Come ha raccontato a Science Alert, non ha osservato l'evento in “diretta” perché in quel momento stava scrutando il cielo a caccia di Perseidi, le “Lacrime di San Lorenzo” il cui picco è atteso per il 12 agosto, ma lo ha notato vedendo il video al termine della registrazione. Grazie a un software in grado di mettere in evidenza questo tipo di bagliori ha girato immediatamente le immagini ad astronomi professionisti per le conferme e le analisi di rito. Il flash di luce è visibile appena sotto l'equatore di Giove, a circa 60° a Ovest dalla famosa Grande Macchia Rossa, la tempesta anticiclonica più colossale dell'intero Sistema solare (in grado di “inghiottire” l'intero pianeta Terra).

Impatti continui. A causa dell'immensa attrazione gravitazionale del gigante gassoso, gli scienziati hanno stimato che gli impatti di grandi oggetti contro la sua atmosfera siano fino a 8mila volte più numerosi di quelli che si registrano sul nostro pianeta, eppure sono eventi che vengono catturati piuttosto raramente. Ecco perché gli esperti si sono subito interessati alle immagini di Chappel. Uno degli eventi analoghi più noti riguarda la cometa Shoemaker-Levy 9, che nel 1994 si schiantò contro Giove lasciando dei segni ben visibili (chiamati cicatrici) nella turbolenta atmosfera del pianeta. È possibile che il bolide esploso il 7 agosto non sia scaturito da un oggetto sufficientemente grande da lasciare "cicatrici" su Giove, ma gli scienziati non ne sono ancora certi e sono in attesa che altri possano fornire altro materiale prezioso per lo studio.