Sabato 9 maggio si celebra la XII edizione della Giornata Nazionale del Mal di Testa, un evento ideato dai neurologi italiani per sensibilizzare l'opinione pubblica su un problema assai più diffuso e complesso di quel che si possa immaginare. Basti pensare che, in base a un recente rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si stima che circa il 50 percento della popolazione mondiale abbia sperimentato almeno un episodio di cefalea negli ultimi dodici mesi. La percentuale sale fino al 75 percento (3 persone su 4) quando si considera la fascia di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

Soltanto nel nostro Paese, spiegano gli esperti della SIN (Società Italiana di Neurologia), ci sono ben 6 milioni di pazienti con emicrania, pari al 12 percento della popolazione nazionale. Fino al 4 percento delle persone che dichiarano di soffrire di mal di testa sperimenta attacchi almeno una volta ogni 15 giorni, e il dolore può essere talmente intenso che per molti, quando cronicizza, la condizione si trasforma in un fattore di disabilità. Sempre in base ai dati dell'OMS, la cefalea rappresenta la forma di disabilità più diffusa al mondo tra i 20 e i 50 anni. Ma anche i più giovani non ne sono immuni, dato che il 40 percento dei bambini fino a 10 anni di età sperimenta gli attacchi dolorosi.

La Giornata Nazionale del Mal di Testa

È alla luce di questi dati che le principali associazioni di specialisti italiani sulle cefalee hanno deciso di dedicarvi una speciale giornata informativa, la Giornata Nazionale del Mal di Testa. Tra gli organizzatori e promotori dell'evento figurano i medici della già citata SIN, dell'ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) e della SISC (Società Italiana per lo Studio sulle Cefalee). Quest'anno, a causa dell'emergenza coronavirus, lungo lo Stivale non si potranno tenere meeting e "tavole rotonde" tra esperti e pazienti, ma l'intero programma sarà proposto su internet, attraverso dirette streaming e pagine web dedicate, come quella aperta su Facebook, dove sarà possibile seguire tutti gli interventi degli specialisti. Gli appuntamenti, inoltre, non si terranno soltanto il 9 maggio, ma sono scaglionati su diversi giorni, fino a venerdì 15. Di seguito l'elenco delle dirette streaming, con i temi e i nomi degli esperti coinvolti:

A sottolineare l'importanza di questa giornata informativa è il professor Gioacchino Tedeschi, presidente della SIN: “In Italia l’emicrania colpisce circa 6 milioni di persone, ossia il 12% della popolazione. Numeri importanti che non ci hanno fatto desistere quest’anno, malgrado l’emergenza COVID-19, dal voler cercare di colmare il bisogno di informazione legato a questa patologia per la quale una diagnosi precoce può davvero impattare positivamente sull’evoluzione della malattia, poiché evita importanti conseguenze quali la cronicizzazione del disturbo e l’abuso di farmaci. Iniziative come la Giornata del Mal di Testa servono proprio a informare il paziente – e i suoi familiari – per renderlo consapevole delle azioni da intraprendere per contrastare la malattia e non rimanerne schiacciato”.

Cos'è il mal di testa

Ma cos'è esattamente il mal di testa? Come specificato dall'Istituto Humanitas, la terminologia “mal di testa” è generica e si riferisce al dolore localizzato alla testa, che può essere di varia natura e intensità. Le cefalee o cefalgie, naturalmente, non sono tutte uguali, e possono rappresentare sia il sintomo di un'altra malattia che una patologia a sé stante. Il mal di testa può comparire a causa di infezioni virali, tumori (in particolar modo cerebrali), meningiti, ictus, malaria, polmoniti e moltissime altre patologie, che trovate nell'elenco dell'Humanitas. Recenti indagini hanno dimostrato che si tratta anche di uno dei sintomi della COVID-19, l'infezione causata dal coronavirus SARS-CoV-2. Ma come sottolineato dall'istituto lombardo, esistono anche cefalee definite “primarie” o “essenziali”, le più frequenti in assoluto, nelle quali il dolore alla testa è sia sintomo che malattia. Anche le manifestazioni sono molteplici: gli eventi dolorosi possono interessare tutta la testa o solo una parte, essere continui o manifestarsi a intermittenza, in forma cronica o episodica. Per quanto concerne le nuove e più promettenti terapie, spiega il presidente della SISC Pierangelo Geppetti, stanno dando ottimi risultati clinici gli anticorpi monoclonali che bloccano il CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina) o il suo recettore, determinando una riduzione significativa dell'intensità e del numero di episodi dolorosi. Ecco i vari tipi di mal di testa.

Emicrania

L'emicrania è una forma molto comune di mal di testa, e come spiegano gli esperti della giornata nazionale, essa è caratterizzata da “un dolore pulsante con intensità moderata-severa”, che spesso si localizza a una metà della testa e del volto. Gli attacchi, spiega l'Humanitas, possono manifestarsi con aura (improvvisi flash di luce, detti scotoma scintillante) oppure senza aura. Tra gli altri disturbi legati all'emicrania vi sono ipersensibilità alla luce, formicolio agli arti, difficoltà nel parlare e altri eventi neurologici. La condizione può durare da poche ore fino a 2-3 giorni, e a causa di essa non è possibile svolgere le attività quotidiane, dato che tende ad essere inabilitante. L'emicrania colpisce in modo prevalente le donne.

Cefalea di tipo tensivo

La cefalea tensiva, spiega l'Humanitas, è un mal di testa caratterizzato da dolore prolungato non pulsante, da lieve a moderato, che interessa soprattutto l'area della nuca. “È la forma più frequente di mal di testa, con l'80 percento di prevalenza”, sottolineano gli organizzatori della Giornata Nazionale del Mal di Testa. Tra i fattori scatenanti, precisano gli esperti, figurano la predisposizione genetica e i fattori ambientali, alla stregua dello stress, dell'affaticamento e delle scarse ore di sonno. La cefalea di tipo tensivo può manifestarsi nella forma infrequente, frequente e cronica: in quest'ultimo caso il paziente sperimenta più di 15 giorni di dolore nell'arco di un mese.

Cefalea a grappolo

La cefalea a grappolo interessa l'area orbitale e si manifesta con attacchi di dolore particolarmente intensi. Gli episodi possono durare per 3 ore e ripetersi per una o più volte al giorno fino a 2 mesi, per poi scomparire e riapparire più avanti. In alcuni casi la cefalea a grappolo è stagionale. I periodi in cui si verificano gli attacchi prendono il nome di “grappoli”, che si alternano a quelli senza sintomatologia. Come specificato dall'Humanitas, si tratta di una cefalea primaria – che dunque non ha altre fonti – e colpisce principalmente gli uomini, a differenza delle altre due forme più comuni nelle donne.

Leggi a tutela dei pazienti

Poiché l'impatto delle cefalee sulla qualità della vita dei pazienti è particolarmente significativo, in molti casi impedendo il lavoro proprio durante gli anni più produttivi, il presidente ANIRCEF Elio Clemente Agostoni ha ricordato che "è in fase avanzata la realizzazione di progetti di legge portati avanti per far sì che le forme più gravi di mal di testa vengano inserite nella categoria delle “patologie sociali”, e che ai pazienti vengano riconosciuti diritti finora negati". "Sono anni che ci battiamo per far comprendere, ai non addetti ai lavori, come il mal di testa sia una patologia spesso invalidante che comporta nei pazienti bisogni che non possono più essere ignorati", ha aggiunto lo specialista.