Basta ricordare che un adulto è composto per il 65% di acqua per capire il senso della Giornata mondiale dell'acqua, che occorre il 22 marzo. E' il bene che caratterizza sia l'uomo che la Terra e sul quale è necessario alzare il livello di attenzione. Lo sa bene l'Unione Europea, che con le sue raccomandazioni ha invitato l'Italia a proteggere le sue falde acquifere. Per la Giornata mondiale dell'acqua Legambiente ha presentato un'analisi sullo stato di salute delle nostre acque, rilevando la frequenza con la quale laghi e fiumi diventano luogo di destinazione di scarichi non depurati. Uno stato di fatto che, con deviazioni e cementificazioni, contribuisce alle esondazioni che periodicamente mettono in pericolo gli abitati che vivono in prossimità delle cavità geologiche. Secondo i dati del 2012 dell'Agenzia Europea per l'Ambiente solo il 42% dei corsi idrici supeficiali del Vecchio Continente gode di buona salute e la percentuale, seguendo le raccomandazione con scadenza nel 2015, si alzerà ad appena il 52%. Nel quadro negativo tracciato dall'agenzia, l'Italia segna risultati ancora peggiori, dal momento che solo il 25% dei nostri corsi d'acqua versa in un buono stato di salute.

140 tonnellate di metalli pesanti e 2,8 di sostanze inorganiche (Cloruri Fluoruri e Cianuri) sono stati immesse nelle nostre acque, secondo la dichiarazione del 2011 degli stessi impianti italiani. Nelle acque italiane sono state immesse 2,9 tonnellate di nonilfenoli, ovvero il 60% dell'emissione europea di questa sostanza. Antracene, benzene ed IPA (idrocarburi policiclici aromatici) sono le sostanze organiche ritenute più pericolose e l'Italia, di IPA, ne scarica nelle proprie falde il 39% della quantità dichiarata nell'intero continente. Il benzene immesso nelle nostre acque è di 0,91 tonnellate.