Credit: NASA/Goddard Space Flight Center/University of Arizona
in foto: Credit: NASA/Goddard Space Flight Center/University of Arizona

Una gigantesca e misteriosa massa di materiale è stata individuata sotto al bacino Polo Sud-Aitken della Luna, il più grande cratere da impatto meteoritico dell'intero Sistema solare. A scoprirla è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati dell'Università Baylor, Texas, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Massachusetts Institute of Technology (il celebre MIT), dell'Università Statale della Carolina del Nord e del NASA Goddard Space Flight Center.

Anomalia gravitazionale. Gli scienziati, coordinati dal professor Peter B. James, docente di geofisica presso il Dipartimento di Geoscienze dell'ateneo di Waco e ricercatore del Lunar and Planetary Institute, hanno rilevato la misteriosa massa incrociando i dati di due distinte missioni della NASA: quelli della missione GRAIL, che tra il 2011 e il 2012 aveva già intercettato un'anomalia gravitazionale sotto al bacino Polo Sud-Aitken, e quelli del Lunar Reconnaissance Orbiter. Dalle prime indagini si pensava che la causa dell'anomalia fosse l'abbondanza di ferro rilevata nel cratere, ma con i dati della seconda missione è emerso qualcosa di molto più inquietante: è stata infatti intercettata una massa da ben 2,18 quintilioni di chilogrammi che si estende per 300 chilometri, a centinaia di metri di profondità nel mantello lunare. "Immagina di prendere una pila di metallo cinque volte più grande di Big Island delle Hawaii e seppellirla sottoterra. È all'incirca la massa inattesa che abbiamo rilevato", ha dichiarato l'autore principale della ricerca. Di cosa potrebbe trattarsi?

Impatto catastrofico. Il Polo Sud-Aitken, sito sulla faccia nascosta della Luna, si estende per circa 2.500 chilometri, rendendolo il più grande del Sistema Solare. A generarlo 4 miliardi di anni fa fu un gigantesco asteroide; secondo James e colleghi, ciò che è stato rilevato sotto al cratere rappresenta molto probabilmente ciò che rimane del nucleo frammentato di ferro e nichel del “sasso spaziale” schiantatosi sulla Luna. In base a simulazioni al computer, infatti, esso non sarebbe sprofondato fino al centro del satellite, ma sarebbe esposto nel mantello dove è possibile rilevarlo distintamente. Questa tuttavia non è l'unica spiegazione. Gli scienziati ipotizzano che possa trattarsi anche di ossidi di titanio legati al passato vulcanico della Luna; enormi distese di magma si sarebbero solidificate sotto al cratere dando vita all'immensa massa alla base dell'anomalia gravitazionale. Per scoprire di cosa si tratti realmente molto probabilmente sarà necessario un'esplorazione in loco; il rover della missione cinese Chang'e-4 giunto da alcuni mesi sulla faccia nascosta del satellite potrebbe fornire alcuni indizi in merito. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters.