Credit: NASA Earth Observatory/Joshua Stevens
in foto: Credit: NASA Earth Observatory/Joshua Stevens

L'Earth Observatory della NASA ha pubblicato due immagini emblematiche relative al massiccio del Monte Bianco, che mostrano la sensibile riduzione dei ghiacciai avvenuta nell'arco di soli 34 anni, sotto la spinta dei cambiamenti climatici. Tra i ghiacciai immortalati è presente anche il famigerato Planpincieux arroccato su un pendio della cima del Grand Jorasses. La massa di ghiaccio – di 250mila metri cubi – è recentemente balzata agli onori della cronaca poiché sta minacciando la sottostante Val Ferret a causa di un concreto rischio crollo, considerato "imminente" dagli esperti per quanto concerne le porzioni più avanzate e sospese.

Ghiacciai Monte Bianco 1985
in foto: Ghiacciai Monte Bianco 1985

Il primo dei due scatti è stato catturato il 18 agosto 1985 dal satellite Landsat 5 del programma Landsat dello U.S. Geological Survey (USGS) e della NASA, protagonista della più lunga missione satellitare della storia con oltre 150mila orbite e 2,5 milioni di immagini della Terra; il secondo scatto è stato invece catturato dal suo erede Landsat 8 il 25 agosto del 2019. A 34 anni esatti di distanza risultano evidenti le differenze nella massa di ghiaccio stagliata sul Monte Bianco: nell'immagine più vecchia, infatti, essa risulta sensibilmente più corposa e diffusa, come mostra bene la serpentina del Mer de Glace nella parte alta. Il Planpincieux nello scatto più recente – in falsi colori – sembra avere dimensioni praticamente dimezzate, e lo scioglimento del ghiaccio alla sua base lo sta lentamente facendo scivolare verso il bordo del precipizio.

Ghiacciai Monte Bianco 2019
in foto: Ghiacciai Monte Bianco 2019

In base all'ultimissimo bollettino rilasciato nel pomeriggio del 7 ottobre dalla Regione Valle d'Aosta e dalla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur, tuttavia, la parte più sporgente e a rischio crollo imminente (il settore A) ha subito un sensibile rallentamento nelle ultime ore. Se una settimana fa avanzava di un metro al giorno circa, domenica 6 lo spostamento rilevato è stato di 60 centimetri ogni 24 ore, mentre all'inizio della settimana di "soli" 40 centimetri. Non è dunque ancora possibile prevedere quando si staccheranno e cadranno a valle i blocchi di ghiaccio più avanzati. Il settore B, quello decisamente più massiccio e pericoloso per la Val Ferret nel caso in cui dovesse sganciarsi, sta invece avanzando di circa 25 centimetri al giorno. Gli scienziati hanno stanno usando droni e sofisticati sensori per monitorare l'avanzata del ghiacciaio. Ecco i motivi per cui dobbiamo preoccuparci di un ghiacciaio che si scioglie e frantuma, anche se non ci cade sulla testa.