Grazie a scatti catturati da droni, fotografie d'archivio e tecniche informatiche è stato possibile realizzare immagini composite che mostrano il drammatico scioglimento dei ghiacciai islandesi, letteralmente trasformati in meno di 40 anni. Il progetto, volto a sensibilizzare l'opinione pubblica sugli effetti dei cambiamenti climatici, è stato messo a punto da un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Dundee, Scozia, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università dell'Islanda e dell'Ufficio Meteorologico Islandese (Veðurstofa Íslands).

Gli scienziati, coordinati dal dottor Kieran Baxter, giovane ricercatore del 3DVisLab presso il Duncan of Jordanstone College of Art & Design dell'ateneo britannico, si sono concentrati su una serie di ghiacciai del versante meridionale del Vatnajökull, una delle più grandi cappe di ghiaccio al mondo e la più grande in Europa. Sita nell'Islanda sudorientale, con i suoi oltre 7.700 chilometri quadrati rappresenta la seconda per estensione e la quarta per massa in assoluto, dopo la calotta dell'Antartide, quella della Groenlandia e il gigantesco campo di ghiaccio Patagonico Sud in Argentina.

Credit: National Land Survey of Iceland/UAV photography by Dr Kieran Baxter, University of Dundee
in foto: Credit: National Land Survey of Iceland/UAV photography by Dr Kieran Baxter, University of Dundee

Baxter e colleghi hanno messo a confronto fotografie scattate all'inizio degli anni '80 con alcune recenti catturate da droni. Dopo aver modellato in 3D gli scatti del National Land Survey of Iceland – grazie a un avanzato software di fotogrammetria – gli scienziati hanno ottenuto immagini che mostrano i drammatici cambiamenti dei ghiacciai del Vatnajökull avvenuti in pochi decenni. Dove c'erano enormi distese di ghiaccio ora ci sono laghi o distese di blocchi frammentati, che mettono in luce gli effetti devastanti del riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici.

Credit: National Land Survey of Iceland/UAV photography by Dr Kieran Baxter, University of Dundee
in foto: Credit: National Land Survey of Iceland/UAV photography by Dr Kieran Baxter, University of Dundee

"Abbiamo lavorato per produrre immagini che siano al contempo coinvolgenti e di facile comprensione. È importante mostrare come il cambiamento climatico sta influenzando fisicamente e visivamente la regione. Per fare questo, abbiamo sviluppato un nuovo processo basato su principi che vengono utilizzati dai glaciologi per misurare la perdita di volume di ghiaccio. Questo metodo ci consente di comporre viste aeree uniche dei paesaggi passati e di mostrare come sono cambiati negli ultimi 30-40 anni. Questo periodo, che è nella memoria di molte persone, ha visto una fusione accelerata nel sud-est dell'Islanda", ha dichiarato il dottor Baxter. "Sebbene disponiamo di una fantastica risorsa per mappare le fotografie degli anni '80, questo metodo può essere applicato anche a fotografie aeree ancora più vecchie. Gli archivi sono enormi e abbiamo appena scalfito la superficie in termini di utilizzo per mostrare come il cambiamento climatico si ripercuote sui nostri paesaggi”, ha aggiunto il ricercatore.

Credit: National Land Survey of Iceland/UAV photography by Dr Kieran Baxter, University of Dundee
in foto: Credit: National Land Survey of Iceland/UAV photography by Dr Kieran Baxter, University of Dundee

Recentemente lo stesso studioso assieme alla collega Alice Watterson dell'Università di Dundee ha mostrato gli effetti dei cambiamenti climatici sul Monte Bianco, mettendo a confronto foto di cento anni fa con alcune moderne catturate da un elicottero. Le immagini del ghiacciaio Vatnajökull sono state divulgate dall'Ufficio Meteorologico Islandese in occasione della pubblicazione del “Rapporto speciale sull'oceano e la criosfera in un clima che cambia” del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC).