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Un nuovo studio condotto da zoologi della Duke University (Carolina del Nord) ha dimostrato che i bracconieri transfrontalieri stanno letteralmente sterminando gli elefanti africani delle foreste (Loxodonta cyclotis) del Gabon; in soli dieci anni, dal 2004 al 2014, sarebbero stati infatti uccisi tra il 78 e l'81 percento degli esemplari presenti nel Parco Nazionale Minkebe, un vero e proprio santuario per la conservazione dei pachidermi. Gli studiosi, coordinati dal docente di ecologia tropicale John Poulsen, sottolineano che il dato è preoccupante non solo per i catastrofici numeri coinvolti, ma anche perché in Gabon sopravvive la metà dei 100 mila elefanti dell'Africa Centrale appartenenti a questa specie, la cui conservazione è in serissimo pericolo. Basti pensare che una precedente ricerca del 2013 aveva indicato una riduzione superiore al 60 percento nel numero di elefanti presenti in Gabon.

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in foto: Un gruppo di elefanti africani delle foreste: Foto di U.S. Fish And WildLife Service

Gli studiosi hanno incrociato i dati provenienti da due precedenti censimenti e analizzato la distribuzione del letame su tutto il territorio del Parco, determinando che la maggior parte degli elefanti è stata uccisa a nord, al confine con il Camerun, dove sono presenti i principali centri di smistamento per l'avorio di origine illegale. Benché il Gabon abbia introdotto leggi asprissime per tutelare gli elefanti, avviando anche la distruzione sistematica dell'avorio sequestrato, se non verranno presi accordi fra le varie nazioni africane sarà difficilissimo contrastare il bracconaggio transfrontaliero, considerando i lauti guadagni ottenibili con l'avorio al mercato nero. Ogni anno vengono rintracciati migliaia di clandestini nel Parco Nazionale di Minkebe, la maggior parte dei quali provenienti proprio dal Camerun, grazie alla vicinanza di una strada camerunense.

Sino in tempi recenti si riteneva che l'elefante africano delle foreste fosse una sottospecie del più comune elefante africano (Loxodonta africana), tuttavia le due specie sono state separate dopo accurate analisi del DNA. Dal punto di vista prettamente visivo si distinguono poiché l'elefante africano delle foreste è leggermente più piccolo, possiede orecchie arrotondate, una mandibola più lunga e zanne di lunghezza generalmente inferiore, oltre che più strette. Con la pubblicazione del nuovo studio su Current Biology la speranza è che vengano adottate azioni di tutela più incisive ed efficaci.

[Foto di dsg-photo]