L'hanno chiamato “Frozen Ark” ed è il progetto inglese il cui scopo è raccogliere campioni di specie animali a forte rischio estinzione prima che questi vadano incontro a quella che gli scienziati chiamano la “sesta estinzione di massa”. Come spiega l'ideatore e professore di genetica dell'Università di Nottingham John Armour, “l'idea di Frozen Ark è quella di raccogliere e preservare il materiale genetico per le generazioni future prima che sia troppo tardi”.

Attiva da ormai una decina di anni, la Frozen Ark ha preso il via con lo scienziato Bryan Clarke, morto l'anno scorso, e con sua moglie Ann e, ad oggi, ha in magazzino 48.000 campioni di 5.500 specie diverse, tra questi compare, ad esempio, la Tigre Siberiana della quale, secondo l'IUCN, ne sopravvivono solo 360 esemplari.

Considerato da molti un progetto disfattista e accusati da alcuni di perdere tempo e soldi a raccogliere campioni invece di agire attivamente per preservare gli stessi animali, la Frozen Ark appare in realtà un lavoro realista che, consapevole dell'impossibilità di bloccare la sesta estizione di massa, punta piuttosto alle generazioni future che non necessariamente si impegneranno a ridare vita a specie estinte, ma ne potranno comunque conoscere il passato o, anche solo, l'esistenza.

Come più volte anche da noi ricordato, verso l'estinzione stanno viaggiando anche i coralli dei nostri mari che, secondo le più recenti stime, scompariranno entro il 2050 provocando conseguenti danni all'ambiente marino, sia esso fauna che flora.

A forte rischio sono anche gli anfibi, il 41% di loro infatti potrebbe presto scomparire e, come è possibile immaginare, anche in questo caso i danni collaterali sono pericolosi per l'ambienta, ma anche per l'essere umano.

Non parliamo poi dei mammiferi che, a causa del bracconaggio, vengono uccisi fino all'estinzione. Un esempio è il rinoceronte bianco del quale, come vi dicevamo, ne restano solo 3.