Un gruppo di rarissime orche di tipo D è stato filmato nelle gelide acque al largo di Capo Horn, nel Cile meridionale; i biologi marini sono riusciti anche a prelevarne alcuni piccoli campioni di pelle, con un tecnica totalmente innocua per i cetacei. Grazie alle analisi del prezioso materiale recuperato, è probabile che questi misteriosi mammiferi marini possano essere classificati come sottospecie distinta di orca, o addirittura come una specie completamente nuova. “Siamo molto entusiasti delle analisi genetiche che faremo”, ha dichiarato l'ecologo marino Bob Pitman del Southwest Fisheries Science Center del NOAA Fisheries, il coordinatore della spedizione cilena che dava la “caccia” a questa leggendaria orca da ben 14 anni. “Le orche di tipo-D potrebbero essere il più grande animale non descritto rimasto sul pianeta e rappresentano una chiara indicazione di quanto poco sappiamo della vita nei nostri oceani”, ha aggiunto lo studioso.

Credit: JP Sylvestre
in foto: Credit: JP Sylvestre

Orche speciali. Dal punto di vista tassonomico, le orche – cetacei appartenenti alla famiglia dei delfinidi – sono classificate con una sola specie: Orcinus orca. Eppure se ne conoscono quattro sottotipi differenti, ovvero il tipo A, il tipo B, il tipo C e il protagonista della spedizione in Cile, il tipo D. Il tipo A, l'orca tipica, è il più grande del gruppo, vive in mare aperto e caccia principalmente le balenottere minori (Balaenoptera acutorostrata); l'orca di tipo B è leggermente più piccola della prima, possiede alcuni dettagli grigi, ha una macchia bianca più grande vicino agli occhi e si nutre soprattutto di foche; l'orca di tipo C è la più piccola del lotto, caccia pesce (in particolar modo merluzzi) e ha la macchia bianca dell'occhio obliqua. Infine c'è la tipo D, quella più peculiare di tutte. A differenza delle altre ha una testa globosa, simile a quella dei grampi e dei globicefali, inoltre ha pinne più strette e appuntite e piccole macchioline bianche dietro gli occhi.

Tassonomia incerta. Già in passato gli scienziati avevano pensato di suddividere i vari tipi di orca in sottospecie diverse, ma poi non se ne fece nulla. Con i dati raccolti da Pitman e colleghi probabilmente saranno costretti a riscriverne la classificazione: hanno già proposto per la tipo D il nome comune di “orca subantartica”, tenendo presente il gelido habitat in cui essa vive.

Credit: wikimedia commons
in foto: Credit: wikimedia commons

Un'orca elusiva. L'esistenza delle orche di tipo D è nota agli scienziati da diversi anni, ma in mare sono state filmate per la prima volta soltanto nel 2015. Le conoscenze su questo gruppo derivano soprattutto da campioni prelevati da esemplari spiaggiati nel lontano 1955 in Nuova Zelanda. I biologi, all'epoca, a causa della forma peculiare di queste orche, pensarono si trattasse di una forma mutata dell'orca “classica” e non approfondirono le analisi. Più recentemente sono state scattate fotografie da pescatori e turisti nell'area subantartica, tutto materiale che ha permesso la pubblicazione di articoli scientifici ad hoc a partire dal 2010. Ora la spedizione a bordo della nave Australis coordinata dal dottor Pitman permetterà di svelare altri segreti di quest'iconica orca, forse una nuova, spettacolare specie. I dettagli sull'incontro con le orche di tipo D sono stati pubblicati sul sito del NOAA.

Orca tipo A e tipo D. Credit: NOAA
in foto: Orca tipo A e tipo D. Credit: NOAA