Grazie alla tecnica del “taglia e incolla” del DNA, il cosiddetto editing genetico, ricercatori italiani sono riusciti a eliminare in modo permanente due mutazioni associate alla fibrosi cistica, una diffusa malattia genetica autosomica recessiva per la quale ancora oggi non esiste una cura. Al momento la procedura è stata eseguita con successo su organi in miniatura (organoidi) coltivati in laboratorio e derivati da cellule prelevate da pazienti colpiti dalla patologia, ma la speranza è quella di aver gettato le basi per la futura sperimentazione umana.

Orgoglio italiano. A sperimentare con successo la tecnica di editing genetico contro la fibrosi cistica è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati italiani dell'Università di Trento, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche e Farmacologiche presso l'Università KU di Lovanio (Belgio) e dell'Ospedale universitario della città belga. Gli studiosi, coordinati dalle dottoresse Anna Cereseto e Giulia Maule, entrambe del Centro di Biologia Integrativa (CIBIO) dell'ateneo trentino, hanno utilizzato una tecnica di editing genetico basato sulla celebre (e controversa) CRISPR/CAS9, il “taglia e incolla” del DNA che permette di eliminare mutazioni dai geni difettosi e ripararli.

La ricerca. Come indicato, Cereseto e colleghi sono intervenuti su organoidi coltivati in laboratorio, nello specifico mini-organi intestinali, quelli che al momento rappresentano il miglior modello sperimentale di questo genere. Grazie alla tecnica di editing genetico gli scienziati sono riusciti a eliminare permanentemente le mutazioni 3272–26A>G e 3849+10kbC>T sul gene CF, quello che codifica per la proteina CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane conductance Regulator). L'alterazione di questa proteina è alla base della fibrosi cistica, caratterizzata da secrezioni di muco che saturano i dotti dell'organismo scatenando una serie di gravi sintomi e complicazioni, dall'insufficienza pancreatica alle infezioni polmonari ricorrenti.

I risultati. Le mutazioni del gene CF responsabili della fibrosi cistica sono diverse; col nuovo studio gli scienziati hanno dimostrato che attraverso l'editing genetico è possibile rimuovere con precisione quelle responsabili della patologia, senza alterare altri frammenti del codice genetico. Si tratta di un risultato estremamente importante, dato che le cosiddette mutazioni off-target (ovvero modifiche del genoma non richieste) rappresentano una delle preoccupazioni principali della tecnica CRISPR, al momento non ancora approvata per l'uso umano (anche se uno scienziato cinese l'ha già utilizzata su due bambine scatenando l'indignazione della comunità scientifica internazionale). Gli autori dello studio sono ora al lavoro su mutazioni più frequenti della fibrosi cistica, nella speranza di poter presto applicare la tecnica in ambito clinico. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Communications.