Per la prima volta è stata osservata un'associazione tra la fibromialgia, una diffusa patologia caratterizzata da dolori muscolari diffusi, e le caratteristiche del microbiota intestinale, cioè la flora batterica presente nel tratto digerente. Nello specifico, nei pazienti sono state trovate concentrazioni diverse di una ventina di specie di batteri rispetto ai soggetti sani.

Ricerca canadese. A scoprire questa associazione è stato un team di ricerca canadese guidato da scienziati del Centro per la Salute dell'Università McGill di Montreal, che hanno collaborato con i colleghi della Scuola di Nutrizione Umana, della Divisione di Reumatologia, del Dipartimento di Medicina e di altri istituti del prestigioso ateneo del Quebec. Gli scienziati, coordinati dal professor Amir Minerbi, docente presso l'Alan Edwards Pain Management Unit, sono giunti alla loro conclusione dopo aver messo a confronto i parametri clinici di 77 donne con fibromialgia con quelli di 79 soggetti sani (il classico gruppo di controllo). Tra i dati estrapolati dagli scienziati, oltre ad analisi del sangue, delle urine e della saliva, è stata posta particolare attenzione alle caratteristiche del microbiota intestinale, rilevato attraverso il DNA prelevato da campioni di feci.

I risultati. Gli scienziati hanno osservato una stretta associazione tra i sintomi della fibromialgia, come dolore muscolare diffuso, affaticamento, problemi cognitivi, insonnia e alterazione dell'umore, con una specifica concentrazione del microbiota intestinale. In tutto sono state individuate 19 specie di batteri i cui livelli sembrerebbero giocare un ruolo nell'insorgenza della fibromialgia, una patologia dalle cause sconosciute che colpisce circa il 4 percento della popolazione mondiale. Minerbi e colleghi si sono avvalsi anche dell'intelligenza artificiale per essere certi che i cambiamenti del microbiota dei pazienti non fossero legati a dieta, farmaci, attività fisica e altri fattori. “Utilizzando il machine learning, il nostro computer è stato in grado di formulare una diagnosi di fibromialgia basata solo sulla composizione del microbioma, con un'accuratezza dell'87%”, ha dichiarato l'autore principale dello studio. I risultati dovranno essere confermati da indagini più approfondite e con coorti differenti di pazienti, con la speranza di poter mettere a punto nuovi metodi diagnostici e trattamenti più efficaci contro la fibromialgia. Non è infatti ancora chiaro se le variazioni del microbiota siano una causa o una conseguenza della patologia. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Pain.