Lesione da coccidiomicosi. Credit: CDC/ Dr. Lucille K. Georg
in foto: Lesione da coccidiomicosi. Credit: CDC/ Dr. Lucille K. Georg

La coccidiomicosi, conosciuta anche col nome di “febbre della Valle”, è una malattia fungina causata dai funghi di due specie, Coccidioides immitis e Coccidioides posadasii. In poco più della metà dei casi è una patologia asintomatica o che si manifesta con lievissimi sintomi, come febbre, mal di testa e dolori articolari, tuttavia le infezioni peggiori hanno una elevata mortalità, in particolar modo nei pazienti con sistema immunitario deficitario. Nei casi clinici più comuni si presenta con sintomi analoghi a quelli della polmonite e della bronchite. I funghi responsabili della patologia sono endemici del continente americano, in particolar modo degli Stati Uniti sudoccidentali e Messico settentrionale, e nella maggior parte dei casi ci si infetta inalandone le spore.

Come ci si infetta

Tra le malattie fungine la coccidiomicosi è una delle più subdole, a causa dell'alto grado di dispersività delle specie responsabili. Le infezioni raggiungono un vero e proprio boom in concomitanza con specifiche condizioni climatiche, che favoriscono l'inalazione delle spore. Le abbondanti piogge catalizzano la crescita del fungo nel terreno, che si diffonde attraverso le caratteristiche ife filamentose; quando la pioggia cessa ed è seguita da lunghi periodi di siccità, come avviene nei luoghi aridi e desertici, i funghi generano spore a forma di barilotto chiamate artroconidi che vengono facilmente trasportate dal vento. Se alle due condizioni di cui sopra si associano giornate molto ventose, le spore possono viaggiare nell'aria per centinaia di chilometri e contaminare aree dove i funghi non sono endemici. La diffusione è favorita anche dalla coltivazione, dal disboscamento, da lavori edili e da tutti quegli interventi che portano alla modifica del terreno; non è un caso che operai, agricoltori e in generale persone che lavorano all'aperto sono le più esposte. L'infezione può sopraggiungere anche non proteggendo piccole ferite esposte

Sintomi della coccidiomicosi

La coccidiomicosi (o coccidioidomicosi) nel 40 percento dei casi si manifesta con sintomi clinici paragonabili a quelli di una bronchite e polmonite, e può evolvere nella pericolosa forma cronica che può aprire le porte alla pericolosissima forma disseminata (col fungo che invade tutto l'organismo). Tra i sintomi più comuni ci sono mal di testa, dolori articolari, dolore toracico, febbre, tosse, espettorato, problemi respiratori, ed eruzioni cutanee come l'eritema nodoso. Questi generalmente sono i sintomi della forma acuta, che di solito si risolvono in poche settimane. Qualora l'infezione fungina fosse più seria del previsto e le endospore riuscissero ad abbandonare polmoni e bronchi (dove possono creare lesioni, cavità e noduli) invadendo altri organi si manifesta la forma cronica, caratterizzata da sintomi ancora più intensi, perdita di peso, tosse con sangue e il rischio della grave forma disseminata. Quando il fungo entra in circolo – solitamente avviene in pazienti immunodepressi come i malati di HIV – può letteralmente devastare l'organismo, dando vita a ulcere, lesioni, ascessi, infiammazione di organi, meningiti, insufficienza respiratoria e molto altro ancora. Non è un caso che quando raggiunge la forma disseminata la coccidiomicosi è letale fino al 90 percento dei casi.

Diagnosi e cura

La patologia viene diagnosticata attraverso specifiche analisi di laboratorio (come la sierologica per rilevare l'antigene fungino) e scansioni radiografiche, che vengono richieste dai medici in seguito all'individuazione di segni e sintomi “sibillini”. La tomografia computerizzata può far emergere versamenti pleurici, opacità dei polmoni e ingrossamento dei linfonodi causati dal fungo. Nel caso delle infezioni asintomatiche o comunque con sintomi lievissimi non richiedono trattamenti farmacologici, mentre ai casi clinici vengono somministrate terapie anti-fungine per alcuni mesi. Fra i farmaci più utilizzati ci sono fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo, posaconazolo e voriconazolo. Quando la terapia col fluconazolo non dà i risultati sperati solitamente i medici procedono con un'altra terapia a base di amfotericina B per via endovenosa.