Stanno per arrivare in Italia dei nuovi farmaci in grado di rivoluzionare il trattamento dell'emicrania, poiché focalizzano la propria azione non sulle crisi, bensì direttamente sulla malattia che le scatena. Fra essi vi è il Fremanezumab, un anticorpo monoclanale che blocca l’attività del CGRP (correlato al gene della calcitonina), la proteina alla base degli attacchi di emicrania. Approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) – l'ente che si occupa della regolamentazione dei farmaci negli USA – e già in commercio nelle farmacie americane, sta concludendo l'intero iter burocratico e sperimentale in Europa, dunque non manca moltissimo prima di averlo disponibile anche nel nostro Paese. Il farmaco, del resto, ha dimostrato sicurezza, tollerabilità e ampia efficacia negli studi clinici, come l'HALO EM e l'HALO CM.

Per gli specialisti si tratta di un concreto passo avanti nel trattamento della patologia, con la stessa forza innovativa dei triptani, farmaci contro le cefalee introdotti sul mercato nel 1991. “Oggi stanno arrivando sul mercato dei farmaci che sono capaci di interferire con il meccanismo che genera la malattia, e che si esprimerà poi con delle crisi”, ha dichiarato ai margini del IX Congresso nazionale dell'Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee) il professor Elio Agostoni, direttore Dipartimento di Neuroscienze Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda. “Fino ad oggi – ha aggiunto l'esperto – abbiamo curato le crisi di emicrania ma non la malattia, o meglio l'abbiamo fatto solo parzialmente”.

Con le iniezioni mensili o trimestrali di questi anticorpi monoclonali completamente umanizzati sarà possibile prevenire le debilitanti crisi di emicrania (sia episodica che cronica) con benefici enormi non solo sulla qualità della vita del paziente, ma anche sulla spesa pubblica e privata. L'emicrania, infatti, colpisce oltre un miliardo di persone in tutto il mondo, e nella sola Europa si perdono ben 18 miliardi di euro ogni anno tra produttività e giornate di lavoro a causa di essa. Si tratta della terza patologia per prevalenza e la sesta più invalidante a livello globale. L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha già accettato la domanda di Autorizzazione all’Immissione in Commercio per il Fremanezumab; non resta che attendere la valutazione dell'AIFA e dunque l'arrivo sul mercato italiano.