Nella notte tra il 29 e il 30 maggio, l’Etna ha ricominciato a dare spettacolo con nuove eruzioni ed emissioni di colata lavica. Gli esperti dell’INGV ci spiegano cosa sta accadendo in Sicilia in queste ore, ecco anche le immagini delle esplosioni notturne.

Tutto è iniziato alle 21. Erano le 21 del 29 maggio, quando dall’Etna le stazioni di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OE) hanno registrato un aumento dell’ampiezza del tremore del vulcano siciliano che ha poi raggiunto il picco massimo nella notte, alle 3:50 del 30 maggio.

Le conseguenze della nuova attività. Ad alta quota, a circa 3.150 m sopra il livello del mare, si è aperta una fessura eruttiva proprio in corrispondenza della base a nord del Nuovo Cratere di Sud Est. Successivamente, da questa fessura, quando erano le 3:20, è fuoriuscita una colata lavica che ha proseguito il suo cammino lungo la parete occidentale della Valle del Bove che, verso le ore 10:15 aveva raggiunto ormai quota 2.050 m sopra il livello del mare.

Ancora un’altra fessura. E non finisce qui. Alle 5:35 infatti si è aperta un’altra fessura eruttiva, questa volta alla base a sud-est del Nuovo Cratere del Sud, a quota 3.050-3.000 m sopra il livello del mare. In questo caso però, spiegano dall’INGV, la fessura ha provocato una debole esplosione e una colata lavica in espansione lungo la parete a ovest della Valle del Bove, in direzione Serra Giannicola Grande. Questa colata si è dunque sovrapposta a quella del 24-27 dicembre 2018. Alle 10:15, la nuova colata aveva raggiunto quota 2.260 m sopra il livello del mare. La fase eruttiva ha portato alla produzione di una nube vulcanica con conseguente ricaduta di cenere nel versante Nord Est dell’Etna.

Cosa succede sull’Etna. Ricordiamo che gli scienziati hanno comunicato che il fianco sud-orientale dell’Etna sta lentamente scivolando verso il mare ed un eventuale rapido movimento improvviso potrebbe portare alla formazione di un pericoloso tsunami.