Credit: J. Olmsted (STSCI)
in foto: Credit: J. Olmsted (STSCI)

Per la prima volta è stato osservato un disco circumplanetario attorno a due esopianeti, ovvero il turbine di gas e particelle dal quale nascono le lune. Gli scienziati lo hanno individuato mentre studiavano il sistema PDS 70 sito a 370 anni luce dalla Terra. Lo scorso anno il sistema balzò agli onori della cronaca poiché al suo interno fu fotografato per la prima volta un esopianeta appena nato, PDS 70b, un enorme gigante gassoso con una massa stimata fino a 17 volte superiore a quella di Giove. Proprio durante lo studio di questo esopianeta gli scienziati si sono accorti del “fratello”, PDS 70c, che è leggermente più lontano dalla stella (una nana arancione) e piccolo, dato che ha una massa fino a dieci volte quella del gigante del Sistema Solare.

Credit: ESO e S. Haffert (Osservatorio di Leida)
in foto: Credit: ESO e S. Haffert (Osservatorio di Leida)

Doppia scoperta. Curiosamente, a intercettare il disco circumplanetario sono stati due team di ricerca indipendenti, che si sono avvalsi dello stesso telescopio – il Very Large Telescope (VLT) dell'Osservatorio Europeo Australe (ESO) – ma sfruttando due strumenti diversi. La prima squadra guidata dal professor Valentin Christiaens dell'Università Monash di Melbourne (Australia) ha utilizzato il SINFONI (Spectrograph for INtegral Field Observations in the Near Infrared), uno spettrografo a campo integrale. Il secondo team di astronomi, coordinato dal professor S. Y. Haffert dell'Università di Leida, nei Paesi Bassi, ha invece utilizzato il MUSE (Multi Unit Spectroscopic Explorer), che è un gigantesco spettrografo 3D.

Credit: V. Christiaens et al./ ESO
in foto: Credit: V. Christiaens et al./ ESO

Risultato straordinario. Le immagini del disco circumplanetario raccolte con gli strumenti del VLT hanno un valore scientifico straordinario, dato che forniscono preziosissime informazioni anche sull'evoluzione del Sistema Solare. “Pensiamo che le grandi lune di Giove e di altri giganti gassosi siano nate in un tale disco, quindi il nostro lavoro aiuta a spiegare come si sono formati i pianeti nel nostro sistema solare”, ha dichiarato il dottor Christiaens in un comunicato. A intercettare il secondo esopianeta è stato il team del MUSE, sfruttando una tecnica basata sui vortici di idrogeno normalmente utilizzata per studiare galassie e ammassi stellari. Grazie alla scoperta di PDS 70c, PDS 70 è diventato il secondo sistema multiplanetario mai fotografato nella storia della ricerca; il primo è stato HR 8799 che ha quattro esopianeti. I dettagli dei due studi sono stati pubblicati in due articoli distinti, uno pubblicato su The Astrophysical Journal Letters e l'altro su Nature Astronomy.