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13 Giugno 2018
16:01

Escherichia Coli: cause, trasmissione e cura del batterio trovano nel mare di Rimini

Nel mondo si stanno registrando numerose epidemie di Escherichia coli, in alcuni casi con esiti anche mortali. Il batterio, che si diffonde attraverso gli alimenti, può essere fermato informandoci e con alcuni semplice regole di igiene che mettono al sicuro noi e le nostre famiglie dalle contaminazioni alimentari e dall’infezione.
A cura di Lorenzo Fargnoli
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Un pericoloso batterio si annida nei nostri cibi preferiti e noi potremmo accorgercene solo quando è troppo tardi. L'escherichia coli è un micro organismo molto comune nell'intestino di tutti gli animali compreso gli umani, ma la contaminazione fecale di acque e cibi lo rende portatore di vere e proprie epidemie con conseguenze anche mortali. E' un batterio gram-negativo facente parte della famiglia Enterobacteriaceae. Con una tipica forma a bastoncino, svolge nell'uomo funzioni digestive e di sintetizzazione di vitamine importanti, tuttavia alcuni suoi ceppi possono essere portatori di tossico-infezioni alimentari come la diarrea del viaggiatore o patologie più gravi che possono portare anche alla morte.

La trasmissione dell'Escherichia coli

Gli alimenti maggiormente soggetti a veicolare la trasmissione dell'Escherichia coli sono:

  • Latte non pastorizzato
  • Succhi di frutta
  • Preparati a base di carne cruda o poco cotta
  • Maionese
  • Formaggi

Come evitare le contaminazioni da Escherichia Coli

Molte contaminazioni da E. Coli avvengono durante il processo produttivo degli alimenti, quindi direttamente alla fonte, per uso di acque contaminate o sbagliati processi di macellazione delle carni, ma per prevenire nelle nostre case la proliferazione di questo batterio ci sono cinque semplici regole da seguire:

  • Lavarsi sempre le mani  con acqua calda dopo aver toccato uova e carni crude per evitare la trasmissione del batterio.
  • Pulire sempre le superfici dove poggiamo gli alimenti crudi e gli utensili, evitando di utilizzare spugne e strofinacci umidi ideali per far crescere il batterio.
  • Rinunciare agli alimenti crudi come carne, pesce e frutti di mare. La cottura infatti è la forma più efficace di prevenzione.
  • Conservare gli alimenti in frigo o nel congelatore bloccando cosi la riproduzione del batterio.
  • Lavare sempre la frutta e la verdura (sopratutto quella biologica) spesso in contatto con concimi a base di letame.

Sintomi e malattie dell'Escherichia Coli

Il Batterio dell'Escherichia Coli può essere portatore di infezioni di varia gravità, che spesso possono essere confuse con malattie con sintomi molto simili, quindi per la diagnosi è sempre fondamentale recarsi da un medico.

  • Ceppo entero-invasivo: periodo di incubazione di 8-24 ore dall'ingestione, porta mal di testa, diarrea, brividi, febbre, e disidratazione.
  • Ceppo entero-patogeno: periodo di incubazione di 16-72 ore dall'ingestione, colpisce sopratutto i bambini ospedalizzati, si presenta con dolori addominali, vomito e diarrea mucosa
  • Ceppo entero-tossigeno: periodo di incubazione di 8-48 ore dall'ingestione, anche chiamata "diarrea del viaggiatore", è provocata sopratutto dall'acqua contaminata, diarrea acquosa e crampi addominali
  • ceppo entero-emorragico: periodo di incubazione fino a 7 giorni dall'ingestione, la più pericolosa fra tutte le tossico-infezioni da E.Coli colpisce bambini sotto i 5 anni e anziani, i sintomi sono diarree sanguinolente e nei casi più gravi può portare alla sindrome emolitica uremica

Curare il batterio

Il miglior trattamento in caso di contaminazione da E. Coli è la cosiddetta terapia di supporto: idratazione e riposo. É dimostrato infatti che gli antibiotici non sono efficaci contro questo batterio e anzi potrebbero aggravare il rischio di sindrome emolitica uremica con gravi danni ai reni.

Farmaco resistenza: il super batterio è un incubo

Come detto in precedenza l'uso di antibiotici in caso di infezione da E. Coli è largamente sconsigliato, e poterebbe peggiorare non solo le condizioni cliniche del paziente, ma  contribuirebbe a creare il cosi detto "batterio dell'incubo" una variante farmaco resistente a tutti gli antibiotici in commercio, mortale per il 50% dei contagiati. Studi recenti punterebbero il dito contro gli zootecnia e lo spropositato uso di antibiotici negli allevamenti intensivi. Nelle zone rurali molto vicine alle aziende zootecniche infatti è molto più facile riscontrare l'Escherichia Coli da incubo.

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