Ad oggi non esiste ancora una cura contro la COVID-19, l'infezione scatenata dal coronavirus SARS-CoV-2, tuttavia le autorità sanitarie di tutto il mondo hanno approvato una serie di protocolli terapeutici – basati su farmaci somministrati in uso compassionevole e/o off label – che sono risultati più o meno efficaci nella sperimentazione clinica. Un potenziale aiuto contro la pandemia potrebbe arrivare anche da prodotti legati alla medicina tradizionale, come le erbe medicinali alla base della fitoterapia africana; per questo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha appena approvato un protocollo affinché tali prodotti vengano inclusi e testati in approfonditi studi clinici di Fase 3, in grado di certificarne eventuali efficacia e sicurezza.

A collaborare con l'OMS nell'elaborazione del protocollo per le erbe medicinali il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie e la Commissione dell'Unione africana per gli affari sociali, grazie ai quali è stato istituito anche un comitato ad hoc per monitorare i dati e i progressi della sperimentazione. Tra le prime piante officinali (usate in ambito medico) a essere testate contro la COVID-19 potrebbe esserci l'Artemisia, un genere che abbraccia fino a 400 specie di erbe e arbusti alcune delle quali hanno un acclarato beneficio contro determinate patologie. Il principio attivo artemisina estratto dall'Artemisia annua, ad esempio, viene utilizzato da tempo contro la malaria. Il presidente del Madagascar Andry Rajoelina promuove la controversa bevanda a base di Artemisia (chiamata Covid-Organics o CVO) contro il coronavirus da diverso tempo, e nonostante lo scetticismo della comunità scientifica internazionale da aprile di quest'anno ha iniziato a distribuirla alla popolazione.

L'intenzione dell'OMS è proprio quello di evitare situazioni del genere e certificare scientificamente l'efficacia dei principi attivi estratti dalle piante. Saranno tutti sottoposti a rigorosi trial clinici di Fase 3, non differenti da quelli che coinvolgono le normali molecole sviluppate nei laboratori americani ed europei. “Se un prodotto della medicina tradizionale è ritenuto sicuro, efficace e di qualità garantita, l'OMS raccomanderà una produzione locale rapida e su larga scala”, ha dichiarato in un comunicato stampa dell'OMS il dottor Prosper Tumusiime, direttore della Copertura Sanitaria Universale e del Life Course Cluster presso l'Ufficio regionale dell'OMS per l'Africa. Grazie all'African Vaccine Regulatory Forum, ha aggiunto lo scienziato, “ora esiste un punto di riferimento su cui le sperimentazioni cliniche di medicinali e vaccini nella regione possono essere valutate e approvate in meno di 60 giorni”. “L'adozione di protocolli tecnici garantirà la generazione di prove cliniche universalmente accettabili dell'efficacia dei medicinali a base di erbe per il trattamento della COVID-19, senza compromettere la sicurezza dei partecipanti”, gli ha fatto eco il professor Motlalepula Gilbert Matsabisa, Expert Committee Chairman. Non resta che attendere i risultati dei primi trial clinici con le erbe che verranno considerate potenzialmente utili contro il coronavirus SARS-CoV-2.