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Ricercatori dell'Allen Discovery Centre presso la Tufts University di Medford (Stati Uniti) hanno impiantato degli occhi sulla coda di girini ciechi, grazie ai quali, attraverso la somministrazione di un farmaco già utilizzato sull'uomo per altri scopi, sono riusciti a vedere. Il curioso esperimento coordinato dal professor Michael Levin getta basi importanti per la complessa branca della medicina rigenerativa; il composto molecolare, conosciuto col nome di Zolmitriptan, riesce infatti ad aumentare sensibilmente il livello di innervazione, integrazione e funzione tra organi trapiantati e il sistema nervoso originale, senza produrre alterazioni. L'utilizzo di questo farmaco potrebbe agevolare in particolar modo il trapianto degli organi sensoriali, che hanno necessità di forti connessioni in grado di veicolare informazioni complesse come quelle visive e tattili, ma potrebbe essere utile anche nella riparazione di danni che coinvolgono i neuroni motori.

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I ricercatori americani hanno valutato l'efficacia del Zolmitriptan, normalmente utilizzato per contrastare alcune forme di emicrania, attraverso alcuni esperimenti che hanno coinvolto girini vedenti e girini ciechi, con e senza trattamento farmacologico. Un test nel quale era necessario distinguere il rosso dal blu è stato superato dal 70 percento dei girini normali, dal 3 percento dei girini ciechi e dall'11 percento dei girini ciechi con un occhio impiantato sulla coda; quest'ultimo dato è salito al 29 percento quando gli animali sono stati trattati col composto molecolare, che attiva i recettori della serotonina 1B e 1D.

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Il risultato suggerisce l'efficacia del Zolmipitran nel ripristinare le capacità sensoriali dell'occhio impiantato sulla coda, suffragate anche da un secondo esperimento nel quale i girini dovevano dimostrare la capacità si seguire precisi schemi ottici proiettati da uno schermo LCD. In questo caso i giri trattati che hanno superato la prova erano il 57 percento, contro il 32 percento dei girini non trattati e l'80 percento dei girini vedenti. Gli scienziati continuano a raccogliere dati in attesa dei primi e attesi esperimenti sull'uomo. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata npj Regenerative Medicine.

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in foto: L’innervazione catalizzata dal farmaco

[Immagine di Allen Discovery Center – Tufts University]