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in foto: Credit Bergadder

Un ceppo di epatite E specifico per i topi avrebbe compiuto il temuto il “salto di specie” negli esseri umani. Il virus è stato infatti rilevato in una donna di 70 anni di Hong Kong, e si tratta del secondo caso dopo quello di un uomo di 56 anni emerso a settembre di quest'anno. Se un solo contagio può rappresentare un evento sporadico, due iniziano a destare seria preoccupazione negli scienziati, che temono l'eventualità di un'epidemia. A comunicare la scoperta della nuova infezione i ricercatori del Dipartimento di Salute e dell'Università di Hong Kong, che hanno condotto test su campioni di sangue di 70 pazienti, tutti recentemente ricoverati in ospedale con diagnosi di epatite E.

Gli esami, eseguiti proprio in seguito all'individuazione del misterioso ceppo murino, hanno portato all'individuazione del caso della donna, che fu ricoverata a maggio dello scorso anno a sole sei settimane di distanza dall'uomo (il ceppo di epatite E del 56enne è stato determinato solo molti mesi dopo il ricovero). I due, inoltre, vivono a soli 3 chilometri di distanza nel popoloso distretto di Kowoloon, un dato che potrebbe suggerire un legame nelle infezioni. “I casi sono collegati nel tempo e nello spazio e i ceppi rilevati sono incredibilmente simili”, ha dichiarato il microbiologo Siddharth Sridhar dell'Università di Hong Kong. Entrambi i pazienti si presentarono in ospedale con forti dolori addominali, mal di testa, inappetenza e perdita di peso.

Ma come sono stati contagiati da questo virus? L'epatite E si trasmette principalmente attraverso il contatto con acqua e cibo contaminato dalle feci (raramente anche attraverso la carne poco cotta), dunque gli scienziati ipotizzano che i due possano aver mangiato o bevuto alimenti infetti. Non si esclude anche un morso, anche se i due hanno sottolineato di non aver memoria di morsi di ratti – ciò non esclude che possano essere stati morsi senza accorgersene, ad esempio nel sonno – e di non averne visti nelle loro abitazioni. In ogni caso, l'esatta causa che ha portato i due ad ammalarsi del ceppo murino di epatite E ha spinto il Centro per la protezione della salute di Hong Kong a chiedere al Dipartimento di igiene alimentare e ambientale di prendere serie misure di contenimento dei roditori. I cittadini, del resto, indicano che le strade sono molto più sporche rispetto a quando fu registrata l'epidemia di SARS nel 2003, e nessuno vuol rischiare la diffusione di una nuova forma di epatite E, che in determinate condizioni può essere letale.