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Un tempo, nella località corrispondente oggi a Marcianise (provincia di Caserta) la Terra era calpestata da umani dalle dimensioni notevoli. Giganti la cui memoria si perde nei testi biblici. Li chiamavano Nephilim. Gli operai di un banale scavo edile si sono trovati di fronte ad un enorme scheletro umanoide. Il merito di questo scoop va ad un sito di cui abbiamo avuto già modo di trattare le gesta.

Allo scheletro possiamo attribuire anche proprietà miracolose, per esempio il dono dell'ubiquità. Lo stesso scheletro è stato fotografato in passato anche in Germania e Gran Bretagna; nel 2015 lo troviamo in Portogallo. Le tournée del nostro amico suscitano curiosità e dibatto ad ogni sua tappa. Tra tanti facciamo notare il thread di un forum olandese, del 2014, si discute del presunto occultamento da parte dello Smithsonian (importante museo americano) di scheletri che dimostrerebbero l’esistenza dei Nephilim nel passato, vi troviamo la stessa identica foto.

Nell’estate dello stesso anno anche i colleghi di Snopes si trovano a dover analizzare questo genere di immagini. Ne vengono studiate altre che nei vari siti compaiono assieme a quella del sedicente scheletro di Caserta. Tutto avrebbe origine dall’attività di ricerca a caccia di nuove riserve di gas, in una regione a sud-est del deserto arabo. Qui originerebbe la sconcertante scoperta di resti scheletrici appartenuti ad un essere umano dalle dimensioni fenomenali. Il team responsabile del ritrovamento si sarebbe chiamato “Aramco Exploration”. Per ogni foto Snopes  fornisce anche quelle dei siti originali, le quali appartengono a ben altri contesti. La fonte del fact checking è un articolo del National Geographic firmato da  James Owen, "‘Skeleton of Giant' Is Internet Photo Hoax”, del 14 Dicembre 2007.

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Ad ogni modo siamo tutti soggetti alle leggi fisiche, se la nostra struttura ossea è diversa da quella degli elefanti o dei dinosauri dipende dal fatto che dobbiamo sostenere il nostro corpo entro determinate dimensioni. Esistono limiti ben precisi, che sono stati studiati e formalizzati da tempo. Insomma, non avrebbero potuto esistere giganti delle dimensioni suggerite in quei fotomontaggi.

Per i più intransigenti che volessero far notare come l’articolo del NatGeo non faccia conto della foto in questione, vediamo di analizzarne i particolari. A prescindere dal fatto che la notizia possa apparire ai più come una burla il metodo di analisi cambia relativamente poco, conoscerlo può aiutare a non farci prendere per il naso da foto i cui inganni potrebbero risultare notevolmente meno evidenti. Ecco la ruspa che si vede vicino al presunto gigante; le corrispondenze sono notevoli: codice nel braccio meccanico; segni di usura; terreno fangoso attorno al mezzo, ecc. E’ stata presa dal sito di una impresa edile. Come lo abbiamo scoperto? Ritagliando l’immagine e salvandola in una foto a parte; a quel punto (attraverso Google immagini) siamo risaliti alla ruspa originale.

Internet può essere fonte di bufale tanto quanto altri tipi di media, la differenza la facciamo noi, attraverso una migliore conoscenza degli strumenti che la stessa Rete ci mette a disposizione.