"L'elefante-toporagno è un clade monofiletico ristretto all'Africa con lontane affinità filogenetiche ad elefanti, lamantini, iraci, oritteropi, talpe e tenrecidae, appartenenti tutti al superordine degli afroteri", è questa la descrizione singolare che viene data subito – tanto per far capire la straordinarietà della scoperta – dal Journal of Mammalogy. Il suo nome scientifico è "Macroscelides micus", ma la descrizione volgare definisce molto meglio questo animale: elefante-toporagno. Un po' come avere un elefante nel palmo della mano e vedervi qualcosa che somiglia anche ad un formichiere, oltre che – ovviamente – ad un topo. E persino l'antilope, osservano i ricercatori, vi è rappresentata nelle abitudini di sonno e veglia e nelle lunghe zampe adatte ad una corsa "a salti". La proboscide viene usata così come fanno i formichieri: per spazzare il terreno in cerca di formiche.

La scoperta è stata fatta quasi per caso da alcuni ricercatori americani in Africa, precisamente nella Namibia nord-occidentale. A notare questo piccolo animale è stato Galen Rathbun, che vi è semplicemente inciampato. Osservato questo singolare animale sul momento, Rathburn ha notato alcune caratteristiche uniche e ha deciso di sottoporre il toporagno all'esame del DNA, da cui è appunto risultata l'appartenenza al superordine degli afroteri. L'animale adulto, lungo circa 17,8 centimetri e di 27 grammi, è tendenzialmente monogamo e, altra particolarità, dall'accoppiamento nascono due o tre gemelli. Per quanto riguarda l'alimentazione, l'elefante-toporagno si nutre di invertebrati, dunque soprattutto formiche ed insetti in generale.

[Foto in apertura di Wikipedia]