Credit: a destra screenshot "Alla ricerca di Dory"/Trailer Youtube/DisneyIT
in foto: Credit: a destra screenshot "Alla ricerca di Dory"/Trailer Youtube/DisneyIT

Il cosiddetto Effetto Nemo, cioè l'aumento della domanda di animali selvatici visti nei film di successo, come appunto “Alla Ricerca di Nemo” dal quale trae il nome, non esiste. Anzi, ammirare animali esotici nelle pellicole di animazione – o nei blockbuster come la saga Harry Potter – non solo non spingerebbe una grande massa di persone a cercare di acquistarli compulsivamente nei negozi specializzati, aumentando di conseguenza i rischi per le specie, ma aumenterebbe l'interesse per lo stato di conservazione e la tutela della biodiversità.

La ricerca. A determinare l'infondatezza dell'Effetto Nemo, spinto mediaticamente da alcuni articoli della stampa generalista pubblicati a ridosso del lancio di determinati film, è stato un team di ricerca della prestigiosa Università di Oxford, Regno Unito. Gli scienziati, coordinati dal professor Diogo Veríssimo, docente presso il Dipartimento di Zoologia dell'ateneo britannico, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati delle ricerche su Google Trends, le statistiche di un grossista di pesci ornamentali statunitense che vende animali in tutto il mondo e gli accessi a venti dei più grandi acquari americani. Incrociando tutti i dati non solo non è emerso un legame forte tra boom di richieste di animali esotici e film di successo, ma è stato invece osservato un incremento esponenziale delle ricerche su internet delle specie coinvolte. In altri termini, i film spingevano le persone a documentarsi sulle specie coinvolte e sulle misure di conservazione.

I film nel mirino. Tra i vari film finiti nel mirino, Alla Ricerca di Nemo e il suo seguito Alla Ricerca di Dory (uno dei film d'animazione più visti nella storia del cinema) sono stati tra i più criticati in assoluto; secondo alcuni, infatti, avrebbero portato alle stelle la richiesta di pesci pagliaccio (Nemo), pesci chirurgo (Dory) e altre specie riprodotte nelle pellicole della Pixar. Harry Potter avrebbe invece spinto la richiesta di rapaci notturni per la presenza di Edvige, la bellissima civetta delle nevi; Jurassik Park è stato associato a un aumento nella richiesta di iguane, camaleonti e altri sauri, mentre le tartarughe ninja, ovviamente, di tartarughe. In passato sono stati coinvolti anche La Carica dei 101 e il più recente Hachiko con Richard Gere, che avrebbero catalizzato la richiesta di cani di razza dalmata e Akita-Inu, dati che effettivamente sarebbero stati rilevati in alcuni allevamenti.

Cosa dicono gli scienziati. “I nostri risultati suggeriscono che l'impatto dei film è limitato quando si tratta di acquisti su larga scala di animali. Vi è, tuttavia, un chiaro effetto in termini di ricerca di informazioni, il che significa che i media svolgono un ruolo importante nel diffondere la consapevolezza sulla conservazione della fauna selvatica e della natura. Questo è particolarmente vero per i film di animazione che sono visti da un gruppo molto più diversificato di persone rispetto, ad esempio, ai documentari sulla natura”, ha dichiarato il professor Verissimo. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Ambio.