"Nel 1999 ci sono stati numerosi casi di cecità da osservazione dell'elclissi solare", ad avvertire gli italiani circa i pericoli dell'osservazione diretta del sole è uno specialista, Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana (Soi). Venerdì 20 marzo anche dall'Italia sarà possibile vedere una spettacolare eclissi solare, che coprirà il disco solare fino al 70%. Per rendersi conto della rarità del fenomeno, basti pensare che una congiuntura simile si verificò nell'ormai lontano 11 agosto 1999, che è appunto l'evento a cui fa riferimento Matteo Piovella. Il pericolo esiste e anche sedici anni fa s'invito la cittadinanza alla prudenza: "l'intensità della luce solare è così forte – spiega ancora il presidente della Soi – che osservarla in modo diretto può colpire la macula, bruciandola e quindi rendendo cieco l'individuo".

Cosa occorre fare, dunque? Nel 1999 sulle spiagge italiane si potevano osservare file di bagnanti che guardavano il fenomeno con gli occhiali scuri oppure ponendo davanti a sé dei fogli scure simili a radiografie. Ebbene non garantiscono alcunché, secondo il dottor Piovella:

In nessuna fase dell'eclisse è possibile osservare il sole senza adeguate protezioni neanche quando l'illuminazione prodotta dal sole diviene paragonabile a quella del tramonto. L"osservazione indiretta è il metodo più sicuro anche se meno spettacolare di osservazione; dando le spalle al sole è sufficiente un cartone non trasparente alla luce, al centro del quale viene praticato un foro del diametro di mezzo centimetro attraverso il quale la luce del sole viene proiettata su un foglio di carta posizionato a circa 1 metro su cui si forma l'immagine invertita del fenomeno. Non si deve mai guardare attraverso il foro nel cartone – l'osservazione diretta deve essere sempre di breve durata e deve prevedere l'uso di filtri speciali e certificati (non è sufficiente che siano colorati, come non sono sufficienti gli occhiali da sole anche se molto scuri) o le maschere usate per la saldatura classificate con valore 14 o superiore; bisogna evitare l'impiego di filtri non certificati.