L'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze ha messo a punto un tampone nasale in grado di rilevare la positività al coronavirus SARS-CoV-2 che può essere eseguito senza l'intervento del personale sanitario; è infatti un test da fare in completa autonomia, e che presenta la stessa efficacia del tampone rino-faringeo classico. Al kit autosomministrato, sviluppato dagli esperti del Laboratorio di Immunologia del nosocomio toscano, è stato dato il curioso nome di “Uffa!”. Il kit ha già superato brillantemente la prima fase della sperimentazione, e a partire da lunedì 16 novembre entrerà a far parte della “pratica clinica dell’ospedale”, come sottolineato dal Meyer in un comunicato stampa e in un post su Facebook. In parole semplici, verrà utilizzato come screening di routine per i 1500 operatori dell'ospedale.

Il fatto di poter essere effettuato in autonomia non è l'unico vantaggio di Uffa!. Come specificato dal Meyer, infatti, si tratta innanzitutto di un tampone esclusivamente nasale, quindi non è necessario il doppio passaggio del test diagnostico classico, che prevede la raccolta dei campioni biologici sia nel naso che nella bocca. In secondo luogo, Uffa! è molto più confortevole, dato che è sufficiente passare nelle narici e non si deve andare in profondità, come avviene col bastoncino cotonato del rino-faringeo tradizionale. Chi è stato sottoposto a questo controllo sa bene quanto possa essere fastidioso, pur non comportando alcun rischio per salute (è noto un solo caso al mondo nel quale una paziente ha perduto fluido cerebrospinale, a causa di una condizione clinica preesistente combinata a una possibile manovra errata dell'operatore sanitario). Tornando a Uffa!, naturalmente il campione biologico prelevato – da inserire e conservare in apposita provetta – deve essere comunque esaminato in un laboratorio specializzato, pertanto potrà essere utilizzato sono in specifici contesti. Potrebbe ad esempio velocizzare i passaggi al drive-in.

Come indicato, la precisione del tampone nasale autosomministrato è paragonabile a quella del tampone classico. Lo ha dimostrato lo studio clinico condotto proprio al Meyer, durante il quale, a seguito dell'approvazione del Comitato Etico Pediatrico Regionale, Uffa! è stato testato tra il 6 ottobre e il 9 novembre. Sono stati realizzati in tutto 803 tamponi autosomministrati da operatori sanitari, e nello stesso arco temporale ne sono stati eseguiti oltre mille classici, sia tra i dipendenti che tra i pazienti della struttura. Il primo ha individuato 10 positivi, il secondo 12 (considerando il maggior numero di persone testate). Incrociando i dati è stato dimostrato che tutti gli Uffa! hanno funzionato a dovere, senza determinare falsi positivi o falsi negativi, con la medesima efficacia del rino-faringeo tradizionale.

“Da lunedì prossimo “Uffa!” diventerà pratica corrente e strutturata dell’ospedale Meyer e verrà utilizzato come test di screening periodico su tutti gli operatori (circa 1500). Proteggere gli operatori per noi significa proteggere i bambini. Ma gli scenari che l’autosomministrazione del tampone può aprire dal punto di vista dell’impatto sull’organizzazione sanitaria sono imprevedibili. Potrebbe essere una fondamentale soluzione al problema del sovraffollamento dei centri tamponi, siano essi nelle strutture sanitarie o nei drive-through. Siamo contenti di aver dato, come Meyer, un input alla ricerca in questa direzione”, ha dichiarato il dottor Alberto Zanobini, direttore generale del nosocomio fiorentino. A suffragio della precisione di questi test autosomministrati, l'istituto toscano ha indicato un articolo della Food and Drug Administration (FDA) americana e lo studio “Nasal Swab as Preferred Clinical Specimen for COVID-19 Testing in Children” pubblicato sulla rivista scientifica The Pediatric Infectious Disease Journal.