Credit: NASA / Naval Research Laboratory / Parker Solar Probe
in foto: Credit: NASA / Naval Research Laboratory / Parker Solar Probe

La sonda Parker Solar Probe della NASA ha inviato la prima, spettacolare immagine della sua ambiziosa (quanto spericolata) missione nel cuore dell'atmosfera solare. Nello scatto, ottenuto tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre quando si trovava a una distanza di appena 27,2 milioni di chilometri dalla superficie della stella, sono state immortalate le “fiamme” delle corona solare da un punto di vista inedito e privilegiato. Del resto la sonda è l'oggetto costruito dall'uomo che più di tutti si è avvicinato al Sole, oltre ad essere il più veloce mai costruito, avendo raggiunto i 343mila chilometri orari (cioè circa 100 chilometri al secondo) all'inizio di novembre, durante la prima manovra di fly-by.

Nell'immagine condivisa dalla NASA si possono ammirare due getti di gas coronali carichi elettricamente e plasma mentre vengono proiettati con violenza verso l'esterno. Le “lingue di fuoco” sono alla base del vento solare, un fiume di particelle che viaggia nello spazio fino a impattare contro l'atmosfera terrestre, dando vita allo spettacolare fenomeno delle aurore polari e, nel caso di forte intensità, alle pericolose tempeste geomagnetiche. Lo scopo della sonda Parker Solar Probe, così chiamata per omaggiare il luminare Eugene Parker, primo a teorizzare l'esistenza del vento solare negli anni '50 del secolo scorso, è proprio quello di studiare questo fenomeno e prevederne gli effetti sulla Terra. Tempeste geomagnetiche molto energetiche possono infatti creare danni agli impianti gps, ai satelliti, alle comunicazioni radio e non solo.

Il primo scatto della sonda, catturato con lo strumento WISPR (Wide-field Imager for Solar Probe), nasconde anche una piccola sorpresa. Appena sotto al getto di plasma si vede sullo sfondo un pallino luminoso; si tratta di Mercurio, il “proiettile” del Sistema solare nonché primo e più vicino pianeta al Sole. Le macchie più scure che lo circondano sono invece aberrazioni cromatiche legate al processo di post produzione fotografica. La Parker Solar Probe ha inviato anche molti altri preziosissimi dati, tuttavia gli scienziati sono in attesa del prossimo fly-by (atteso per l'aprile del 2019) per poterli verificare e confermare; al momento infatti sono troppo disturbati. La missione della NASA durerà fino al 2025 e porterà la Parker Solar Probe a soli 6 milioni di chilometri dal Sole, dove dovrà resistere a temperature infernali grazie a un imponente scudo termico.