All’indomani dello sbarco del rover Perseverance sulla superficie di Marte, l’inizio dell’avventura esplorativa segna un primo passo avanti con l’arrivo delle prime immagini che mostrano che tutti i suoi sistemi sono perfettamente funzionanti. A differenza dei rover del passato, gli scatti – trasmessi dal rover ai veicoli spaziali in orbita attorno al Pianeta Rosso e inviati agli ingegneri e scienziati del Jet Propulesion Laboratory della Nasa nel Sud della California – sono i primi a colori di Marte, catturati da due delle Hazard Cameras (Hazcams) di Perseverance che hanno fotografato la vista anteriore e posteriore del rover, mostrando anche una delle sue ruote sulle sabbie rosse.

Le prime immagini a colori di Marte da Perseverance

Perseverance ha avuto anche un primo piano d’eccezione, da parte dell’occhio della Nasa nel cielo, il Mars Reconnaissance Orbiter, il satellite orbitante che ha utilizzato una speciale fotocamera ad alta risoluzione per catturare il veicolo spaziale nel luogo di atterraggio, il cratere Jezero, situato sul lato occidentale di Isidis Planitia, appena sopra l’equatore, scelto dalla Nasa perché in epoche remote ospitava un lago e dunque i suoi strati di sedimenti potrebbero conservare antiche tracce di vita marziana. Ad accrescere l’emozione è stata un’immagine ad alta risoluzione scattata durante l’atterraggio del rover dalle telecamere di Perseveance. La foto è infatti un fermo immagine del video che, spiegano dalla Nasa, attualmente è ancora trasmesso alla Terra ed elaborato.

Nei prossimi giorni, gli ingegneri esamineranno i dati di sistema del rover, aggiornando il suo software e cominciando a testare i suoi vari strumenti. Nelle settimane successive, verrà azionato il braccio robotico e Perseverance partirà per una prima breve missione esplorativa. “Ci vorranno almeno uno o due mesi prima di trovare una posizione piatta dove far decollare il mini-elicottero Ingenuity” stimano dalla Nasa che hanno dotato il rover di un piccolo drone, un prodigio dell’ingegneria aerospaziale di appena 50 centimetri e dal peso di 1,8 chilogrammi che, se riuscirà a prendere quota, diventerà il primo velivolo a motore in grado di volare in un’atmosfera costituita principalmente di anidride carbonica.

L’obiettivo primario della missione, la prima delle due che la Nasa dedica espressamente all’astrobiologia, è quella di accertare la presenza di una vita microbica esistita nel remoto passato. Il rover caratterizzerà la geologia di Marte e sarà il primo a prelevare una trentina di campioni di rocce e suolo che saranno conservati sulla superficie del Pianeta per essere prelevati in vista della prossima spedizione che la Nasa, con l’Esa europea, sta preparando anche con la collaborazione dell’Asi italiana.