Quel puntino è qui. Quel puntino è casa. Quel puntino è noi

Carl Sagan
Il 19 luglio 2013 la Terra si è fatta scattare una fotografia dall'orbita di Saturno. La distanza – 1,5 miliardi di chilometri, circa dieci volte la distanza Terra-Sole – non permette la possibilità di apprezzare i dettagli. Eppure la fotografia scattata dalla sonda Cassini e realizzata con la tecnica Raw è comunque capace di emozionare perché testimonia la posizione del pianeta che abitiamo all'interno di una parte del nostro Sistema solare. Vale anche oggi ciò che l'astronomo Carl Sagan scrisse in occasione di un'altra celebre foto, quella nota come "Pale blue dot" della sonda Voyager 1 che nel 1990 intercettò l'immagine della Terra tra i raggi del Sole:

Quel puntino è qui. Quel puntino è casa. Quel puntino è noi. Su di esso, tutti coloro che ami, tutte le persone che conosci, tutti quelli di cui non hai mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, ha vissuto qui la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì. Su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.

Quella di Cassini è una testimonianza ancora tutta da lavorare. Ci vorranno mesi prima che da quella foto grezza si possa giungere alla versione definitiva e limpida. Sarà la nitidezza a distinguere questa foto dalle precedente. Come anticipato, la prima testimonianza è stata di Voyager 1 che dall'orbita di Nettuno (ben sei miliardi di chilometri di distanza dalla Terra) ci "fotografò" come un punto bianco tra i chiarori solari (ingrandisci la foto di lato). Dopo Voyager, fu sempre Cassini a fotografare la Terra (la foto in basso), mentre in prospettiva passava tra gli anelli di Nettuno, illuminata in controluce dal Sole. Tecnica necessaria a non bruciare i sensori della Cassini, testimone imprescindibile della nostra collocazione nello Spazio.