Embrione di serpente di sei giorni.
in foto: Embrione di serpente di sei giorni.

Alcune specie ne hanno due, la maggior parte ne ha uno. Lucertole e serpenti, ad esempio, hanno due peni, mentre coccodrilli, uccelli e mammiferi ne hanno uno. Come si è arrivati ad una simile differenziazione? A spiegarlo sono stati i ricercatori della Harvard Medical School, coordinati da Clifford Tabin. Gli studiosi hanno rivelato qual è probabilmente la logica che ha portato i genitali a posizionarsi in determinati punti degli organismi ed assumere caratteristiche specifiche. Il primo passaggio critico, come ricorda il Boston Globe, fu il momento in cui alcune specie, originariamente acquatiche, divennero anfibie e terrestri. Con l'emersione della vita, si svilupparono polmoni ed arti, ma non solo. Il meccanismo dello sperma che, trasportato dall'acqua, insemina l'uovo, doveva necessariamente essere sostituito. E qui la natura fece il suo corso.

Secondo i ricercatori è la cloaca – la valvola del tratto intestinale, riproduttivo e urinario – il luogo determinante per la formazione dei genitali. I genitali si formano come prosecuzione di determinati tessuti in base al posto che occupa la cloaca nell'embrione. La cloaca funge così da centro organizzatore, inviando a cellule e tessuti vicini i segnali necessari alla formazione dei genitali. Mentre nelle lucertole gli organi riproduttivi hanno la stessa origine cellulare delle zampe, nei serpenti dalle gemme degli arti. Nei mammiferi e negli uccelli, la vicinanza della cloaca alla coda ha portato i genitali a condividerne la natura cellulare.

Alla base della tesi degli studiosi, come spiega il Nature, vi è una sperimentazione sugli embrioni di polli. La cloaca è stata innestata in alcuni esemplari in prossimità della coda, in altri vicino alle gemme delle zampe. Il differente posizionamento ha determinato il risultato: le cellule più vicine alla cloaca hanno risposto al segnale inviato dall'organo, portando ad un inizio di creazione di genitali. Lo studio, ancora in fase di approfondimento, potrebbe avere implicazioni interessanti in campo medico. Come ricorda Patrick Tschopp, genetista del team che ha condotto lo studio,

E' evidentemente una ricerca iniziale, in gran parte da evolvere e sviluppare ancora. Ma ciò che è interessante è che è noto in campo medico che i bambini che nascono con malformazioni agli arti, spesso hanno malformazioni anche nell'apparato genitale. Si sa che c'è un legame genetico tra le due aree e questo studio potrebbe fornire informazioni aggiuntive su dove nascono tali collegamenti genetici.