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Earth Day 2012, la Terra si festeggia

La giornata da dedicare al nostro Pianeta torna per la sua quarantaduesima edizione il 22 aprile. L’Earth Day è diventato, a cinque anni dal primo evento italiano, un momento importantissimo per sensibilizzare alle tematiche ambientali. Ricordando sempre che ogni giorno è il giorno della Terra.
A cura di Nadia Vitali
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earth day 22 aprile

Alla sua quarantaduesima edizione, l'Earth Day, non solo non ha perso il proprio entusiasmo, ma è diventato un evento sempre più importante, in grado di mobilitare cittadini di oltre 190 Paesi, tra cui anche l'Italia, dove per il quinto anno di seguito verrà celebrata la giornata dedicata al Pianeta. Sarà che la coscienza e la sensibilità verso le tematiche ambientali aumentano, mentre la questione si fa più ampia e delicata, da trattare con vivo interesse e costante sollecitudine: ecco perché il 22 aprile diventa, ancora una volta, l'occasione per ricordare che ogni giorno è il giorno della Terra, attraverso quell'appuntamento ormai fisso che è un grande Concerto, che quest'anno si terrà a Napoli. Un concerto «a impatto zero», dal momento che la quantità di anidride carbonica immessa nell'atmosfera dallo spettacolo sarà bilanciata attraverso i nuovi alberi che verranno piantati nelle foreste.

«Mobilitare il Pianeta» è l'obiettivo dell'edizione 2012: una chiamata collettiva per istituzioni, associazioni e privati cittadini a manifestare ed esprimere il proprio amore per la Terra e la volontà di tutelarne lo stato di salute, anzi di proteggerla dalle conseguenze di uno sfruttamento illimitato delle risorse che, sempre più, ne sta mettendo in serio pericolo l'integrità. Gas serra, inquinamento delle acque, deforestazione selvaggia, in diversi angoli del globo, sono i principali nemici della biodiversità: i mutamenti climatici avanzano mentre gli accordi internazionali, in testa il protocollo di Kyoto, scricchiolano pericolosamente. Del resto la recessione economica fa paura e, chi può, «corre ai ripari»: almeno, con questa motivazione, in occasione del quasi-fallimentare e deludente vertice di Durban, il Canada ha annunciato pochi mesi fa il ritiro da Kyoto mentre gli Stati Uniti hanno dichiarato di voler proseguire sulla linea scelta anni addietro, che prevede la non adesione al trattato. Ma la drammatica congiuntura internazionale non può far dimenticare un'emergenza che deve essere prioritaria: «La terra non aspetta» ci ricorda l'Earth Day.

Soprattutto ai Paesi occidentali spetta il compito di rinforzare tutti i settori della green economy, investendo nelle energie pulite e in tutte le strade alternative per la crescita che stiamo imparando a conoscere negli ultimi anni: perché non c'è futuro se la Terra non ha futuro. Oltretutto, la via eco-sostenibile si sta rivelando, in campo economico, la sola che, per il momento, non è stata gravemente danneggiata dagli effetti di una crisi globale. Ancor più, la situazione resta di massima allerta per quegli Stati, i BRICS innanzitutto, che nel giro degli ultimi anni hanno assistito ad una crescita notevole del proprio PIL non affiancata da un incremento delle politiche ambientali.

E i privati cittadini? A loro la giornata mondiale della Terra si rivolge con un invito a compiere quotidianamente le «azioni di buon senso»: piccoli gesti e semplici impegni per manifestare e testimoniare il proprio impegno per il Pianeta e la propria fiducia e speranza in un mondo sostenibile. Il «buon senso» di comprendere che in gioco c'è il nostro stesso futuro, senza far ricorso a bandiere di alcun tipo: perché questa è una causa comune a tutti gli esseri umani.

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