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Un'indagine statistica coordinata dal Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica (CPO) del Piemonte e basata sull'analisi di tre distinti studi condotti in Norvegia, Italia e Stati Uniti, ha dimostrato l'efficacia della sigmoscopia nella protezione dal tumore all'intestino, sia per la variante distale che per quella prossimale. L'esame, che dura appena una decina di minuti e non è invasivo quanto la più conosciuta colonscopia, si esegue attraverso l'introduzione nell'orifizio anale di una sonda flessibile dotata di telecamera, attraverso la quale il gastroenterologo può esaminare lo stato della mucosa intestinale. Durante l'esame è inoltre possibile asportare polipi e altro materiale epidermico per eventuali indagini più approfondite.

In base ai dati estrapolati dallo studio, è emerso che negli uomini e nelle donne (con età inferiore ai 60 anni) invitati a uno screening di sigmoscopia vi era un riduzione nel rischio di ammalarsi rispettivamente del 24 percento e del 33 percento, mentre il rischio di morire a causa del cancro all'intestino veniva abbattuto del 29 e del 27 percento. Per gli over 60 il fattore protettivo rimaneva pressoché inalterato nel sesso maschile, tuttavia si riduceva in maniera sensibile nelle donne. Lo studio italiano chiamato Screening for Colon and Rectum trial (SCORE) è andato oltre, facendo una verifica non solo su coloro che avevano ricevuto l'invito per lo screening, ma anche su chi ha effettivamente sostenuto la sigmoscopia, determinando una riduzione nelle possibilità di ammalarsi del 31 percento e una riduzione nel rischio di morire del 38 percento.

Il fattore protettivo della sigmoscopia contro il tumore all'intestino, seconda causa di morte dopo le patologie cardiovascolari nei paesi occidentali, in base ai risultati durerebbe sino a 12 anni dall'esame. Il CPO Piemonte ha calcolato inoltre un risparmio di 14 euro per il Sistema sanitario regionale per ogni paziente che esegue lo screening. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica British Medical Journal.

[Illustrazione di DarkoStojanovic]