© ESA/CNES/ARIANESPACE–Optique Video du CSG, P. Piron
in foto: © ESA/CNES/ARIANESPACE–Optique Video du CSG, P. Piron

Come Galileo Galilei guidò la scienza verso nuovi orizzonti, così il sistema di navigazione Galileo guiderà l'Europa del XXI secolo grazie alla sua costellazione di satelliti.

Costellazione che, da oggi, si arricchisce di due nuovi satelliti, il numero 13 e il numero 14, lanciati questa mattina alle 10:48, secondo l'orario italiano, a bordo di un razzo Soyuz dalla base di Kourou, in Guyana francese.

Dall'ESA fanno sapere che il lancio di questa mattina è stato da manuale, con i primi tre stadi del razzo che in orbita bassa hanno messo i satelliti in sicurezza e con lo stadio superiore Fregat che li ha trasportati per il resto del tragitto in direzione dell'orbita media, obiettivo finale. Tre ore e 48 minuti dopo il lancio, venivano rilasciati all'altezza di quasi 23.522 chilometri; seguiranno le delicate operazioni per la messa a punto orbitale, dopodiché una fase di test servirà porterà i satelliti 13 e 14 a unirsi definitivamente alla costellazione già operativa, tra qualche tempo.

Un lancio che porta la costellazione a metà strada nel suo totale completamento: nel giro di pochi anni, infatti, l'Europa punta a collocare nello spazio tutti i trenta satelliti previsti, dotandosi così finalmente di un sistema di navigazione autonomo dal GPS, il sistema di posizionamento globale gestito dal governo americano che, attualmente, utilizziamo per orientarci.

Da Galileo ci aspettiamo una precisione nella geo-localizzazione che il GPS non ha, con un segnale più capillare nelle aree urbane e un aumento generale della copertura satellitare. L'indipendenza dagli USA, soprattutto, garantirà continuità nel servizio: il sistema Galileo, a partire dal 2019 (se tutto va come deve andare) entrerà in servizio per funzionare sempre, evitando che venga disattivato senza preavviso, come accaduto in tempi di guerra con il GPS.