Immagine del 2003 di Hubble che mostra Urano e i suoi anelli. Credits: NASA/Erich Karkoschka (Univ. Arizona)
in foto: Immagine del 2003 di Hubble che mostra Urano e i suoi anelli. Credits: NASA/Erich Karkoschka (Univ. Arizona)

Sono trascorsi trent'anni da quando la sonda NASA Voyager 2 ha effettuato il suo sorvolo di Urano ma i dati raccolti in quell'occasione forniscono ancora materiale per le ricerche degli astronomi. Un nuovo studio guidato dalla University of Idaho, ad esempio, suggerisce che potrebbero esserci due piccoli satelliti, mai scoperti in precedenza, in orbita nei pressi degli anelli del Pianeta.

Segnali tra gli anelli

Rob Chancia, studente di dottorato, ha notato degli elementi chiave riconducibili alla presenza di lune tra gli anelli ghiacciati di Urano mentre esaminava le immagini risalenti al 1986: in particolare, ad attirare la sua attenzione è stata l'osservazione che le quantità di materiale sul margine dell'anello alfa, uno dei più luminosi, variavano periodicamente. Qualcosa di simile accadeva alla stessa altezza, su un altro anello vicino, il beta. Si tratta del segnale – spiega uno degli autori dello studio, Matt Hedman – che qualcosa di "differente" deve essere presente.

Tra Saturno e Urano

Chancia ed Hedman hanno già studiato gli anelli di Saturno servendosi dei dati raccolti dalla sonda NASA Cassini, i quali hanno consentito di conoscere molto a proposito del comportamento di queste affascinanti strutture; in questo caso, hanno analizzato l'occultazione radio, generata quando Voyager inviava onde radio attraverso gli anelli per essere ricevute dalla Terra, e l'occultazione stellare, ossia la misura effettuata dalla sonda della luce delle stelle sullo sfondo che brillavano attraverso gli stessi anelli, per rivelare le quantità di materiale attorno ad Urano. È stato così possibile evidenziare un modello di distribuzione analogo a quello riscontrato tra gli anelli di Saturno, in corrispondenza di alcune piccole lune.

Piccole lune

Secondo i ricercatori, la taglia di questi satelliti dovrebbe aggirarsi tra i 4 e i 14 chilometri di diametro: essi rappresenterebbero, così, i più piccoli oggetti di questo tipo in orbita attorno al Pianeta. Decisamente la dimensione ridotta li rendeva alquanto sfuggenti alla sensibilità di Voyager e, in generale, le lune di Urano sono particolarmente difficili da individuare e riconoscere perché ricoperte da un materiale scuro.

I due nuovi arrivati, qualora venissero confermati, farebbero salire il numero dei satelliti del Pianeta a 29 e potrebbero aiutare a spiegare alcune caratteristiche degli anelli di Urano, sorprendentemente ristretti rispetto a quelli di Saturno: si tratterebbe, probabilmente, di satelliti pastori, che aiutano gli anelli a mantenersi stabili pur modificandone in parte la forma, esattamente come fanno Ofelia e Cordelia, satelliti di Urano già noti agli astronomi da tempo.