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20 Agosto 2021
20:21

Due bambini americani uccisi da una “ameba mangia-cervello”: è letale nel 90% dei casi

Le acque dolci e molto calde possono essere contaminate da un microorganismo unicellulare molto pericoloso, responsabile di una (rara) infezione che risulta mortale nel 90 percento dei casi. Si tratta del protista Naegleria fowleri, conosciuto anche col nome di “ameba mangia-cervello”, proprio a causa del fatto che si nutre del tessuto cerebrale dell’ospite. Due bambini americani sono morti ad agosto dopo averla contratta in uno stagno e in un laghetto.
A cura di Andrea Centini
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Infezione PAM. Credit: CDC/ Dr. Govinda S. Visvesvara
Infezione PAM. Credit: CDC/ Dr. Govinda S. Visvesvara

Due bambini statunitensi sono stati uccisi a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro da un'infezione provocata da un organismo unicellulare chiamato Naegleria fowleri; si tratta di un protista comunemente conosciuto come “ameba mangia-cervello”. La ragione di questo nome inquietante deriva dal fatto che, una volta penetrata nell'ospite attraverso le vie nasali, inizia a replicarsi rapidamente e a divorare neuroni e altre cellule del tessuto cerebrale. La patologia che provoca è nota come meningoencefalite amebica primaria (PAM) o naegleriasi; l'infezione è talmente grave che risulta fatale nel 90 percento dei casi. Solo i pazienti trattati molto precocemente riescono a sopravvivere all'aggressione di questo agente patogeno.

Ad annunciare il decesso di uno dei due bambini è stato il Dipartimento della salute e dei servizi umani della Carolina del Nord (NCDHHS) attraverso un comunicato stampa; il piccolo si è ammalato all'inizio di agosto dopo aver nuotato in uno stagno privato ed è morto pochi giorni dopo. La stessa sorte era toccata a un altro bambino di soli 7 anni residente nella contea di Tehama, in California; il 30 luglio era stato trasportato d'urgenza in ospedale, ma è spirato una settimana dopo a causa dell'aggravamento delle sue condizioni. Anche lui bambino aveva nuotato in laghetto.

L'ameba Naegleria fowleri predilige le acque dolci e molto calde, dove spesso può trovarsi nella sua forma libera, che nuota liberamente attraverso i flagelli. I bagnanti che immergono la testa in acque contaminate corrono il rischio di inalare il microorganismo, che dal naso può risalire fino al cervello attraverso il nervo olfattivo e i bulbi olfattivi. Qui, trovando una condizione ideale, inizia a moltiplicarsi rapidamente e a divorare il tessuto cerebrale, provocando la devastante patologia. “La meningoencefalite amebica primaria può progredire rapidamente da alterazioni dell’odorato o del gusto, cefalea, rigidità del collo, nausea e vomito allo stato confusionale e alla morte”, spiegano gli autorevoli Manuali MSD per operatori sanitari. I sintomi possono comparire tra 1 e 2 settimane dall'esposizione al parassita.

Nonostante milioni di persone facciano il bagno in acque calde e potenzialmente a rischio, negli Stati Uniti si verificano soltanto tra 0 e 8 casi di infezione all'anno, in base alla statistica 1962 – 2019 citata dall'NCDHHS. Tuttavia, per scongiurare ogni rischio, gli esperti raccomandano di evitare di agitare i sedimenti quando ci si trova in acque potenzialmente contaminate; di evitare attività in acqua con temperature particolarmente elevate; di non immergere la testa e di chiudere il naso. Il microorganismo responsabile della PAM è diffuso in tutto il mondo, ma non si trova nelle acqua salate e nelle piscine adeguatamente disinfettate col cloro.

A causa della mortalità elevatissima, non esiste un vero e proprio trattamento d'elezione per combattere l'ameba mangia-cervello. Come riportato dai Manuali MSD, una volta diagnosticata l'infezione da Naegleria fowleri i medici utilizzano una combinazione di farmaci, fra i quali la Miltefosina e uno o più dei seguenti antibiotici/antimicotici: Amfotericina B; Rifampicina; Fluconazolo (voriconazolo, ketoconazolo o itraconazolo) e Azitromicina.

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