12 Gennaio 2012
19:39

Drogati da internet con il cervello alterato

Un recente studio ha dimostrato come in alcuni soggetti incapaci di staccarsi dal monitor il cervello risulti alterato al pari di quanto accade con le dipendenze da alcol e droghe.
A cura di Nadia Vitali

Secondo alcune stime una media compresa tra il 5 ed il 10% dei normali fruitori di internet è affetto da una vera e propria patologia legata all'utilizzo del web, un disturbo la cui sigla in psichiatria è IAD, acronimo di Internet Addiction Disorder. Un uso totalmente sregolato e privo di limiti della rete che, oltre ad incidere vistosamente sulle relazioni sociali che ne risultano grandemente danneggiate, agisce come una vera e propria dipendenza, al pari di quelle che si sviluppano dalle droghe o dall'alcol.

E proprio come accade anche per alcolizzati e drogati, questa vera e propria ossessione per il monitor finisce per avere delle ripercussioni gravi sulla struttura stessa del cervello, in particolar modo sulla sostanza bianca, fasci di fibre nervose che collegano l'encefalo al midollo, ricoperte dalla mielina che conferisce loro la caratteristica non-colorazione.

Parimenti, nei soggetti affetti da questo disturbo, staccarsi dal computer è un vero e proprio incubo che può comportare delle crisi assai simili a quelle generate dall'astinenza nei tossicodipendenti, con ansie ossessive e tremori inarrestabili. Non è la prima volta che il mondo scientifico si interroga sui possibili effetti negativi di un abuso da web ma, certamente, l'ultima ricerca condotta dagli studiosi cinesi ha il merito di aver analizzato, per la prima volta, la questione sotto il profilo fisico, andando oltre il piano psicologico che, fino ad ora, era stato preso in considerazione.

Lo studio, pubblicato dalla rivista PLoS ONE, ha seguito 17 giovani di età compresa tra i 14 ed i 21 anni ai quali era stata diagnosticata una dipendenza da web grave; test sono stati sottoposti ai ragazzi per valutare i tempi di permanenza davanti al monitor, la loro capacità o volontà di sottrarsi, i loro stati d'animo quando non potevano utilizzare il computer. Successivamente, la risonanza magnetica ha consentito di osservare come la sostanza bianca di alcune aree del cervello risultasse alterata, caratteristica già osservata in altri casi di dipendenza, quali quella da alcol o dalle droghe.

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