Credit: Rakot13
in foto: Credit: Rakot13

Nel cuore della glaciale Penisola di Kola, nell'estremo nord-ovest della Russia, si trova il punto più profondo sulla Terra raggiunto dall'uomo, il cosiddetto “Il pozzo superprofondo di Kola” (Kola Superdeep Borehole, in russo Kolskaya sverkhglubokaya skvazhina). Si tratta di un affascinante progetto ingegneristico per scopi scientifici avviato nel lontano 24 maggio 1970, che raggiunse il record di profondità nel 1989 (ben 12.262 metri). Da allora, principalmente per motivi tecnici, non si è potuto proseguire oltre, fallendo l'obiettivo iniziale di scavare per 15 chilometri di profondità nella crosta terrestre. Il sito dello scavo è stato definitivamente abbandonato nel 2008, e tra edifici fatiscenti, scheletri di metallo e materiale abbandonato è ancora possibile ammirare il ‘tappo' con cui è stato saldato il pozzo SG-3 largo 23 centimetri, quello centrale e più profondo di tutti.

Credit: Состояние Кольской сверхглубокой
in foto: Credit: Состояние Кольской сверхглубокой

Nella regione del Baltico la crosta continentale si spinge fino a 35 chilometri di profondità (in alcuni punti della Terra arriva a 90 chilometri), dunque i russi volevano scoprire cosa accadesse nella prima parte di essa. Una delle scoperte più affascinanti ottenute attraverso indagini geofisiche è relativa alla propagazione delle onde sismiche; si riteneva che esse a una certa profondità fossero influenzate dal passaggio tra rocce granitiche e basalto, tuttavia quando arrivarono a 7 chilometri di profondità nel pozzo di Kola scoprirono che a disturbarle era una transizione metamorfica delle rocce granitiche. A quella profondità hanno anche scoperto i fossili di 24 specie di microorganismi estinti da tempo.

Credit: Andre Belorezoff
in foto: Credit: Andre Belorezoff

Attorno ai 12 chilometri, oltre a trovare acqua (nessuno avrebbe immaginato trovarla a una simile profondità) e grandi quantità di fango bollente frammisto a idrogeno, gli scienziati russi si sono imbattuti nel loro incubo peggiore, rocce di 2,7 miliardi di anni con una temperatura di 180° centigradi, un centinaio in più rispetto a quella attesa. Era troppo elevata per i trapani delle perforatrici – nel corso degli anni sono state utilizzate le Uralmash-4E e Uralmash-15000 -, e così dopo alcuni anni di studio, nel 1992 decisero di ‘gettare la spugna'. A 300° centigradi, infatti, la punta dei trapani non avrebbe più funzionato, e sarebbe stato impossibile raggiungere i 15 chilometri di profondità. A causa della carenza di fondi il progetto è stato chiuso nel 2006, e nel 2008 le strutture sono state abbandonate.

Proprio fino al 2008 il pozzo superprofondo di Kola deteneva anche il record di buco più lungo scavato dall'uomo, ma fu superato dal pozzo petrolifero Al Shaheen di 12.289 metri. Fu realizzato in Qatar in appena 36 giorni. Successivamente altri due pozzi petroliferi hanno superato questa lunghezza. In termini di profondità verticale, il pozzo di Kola resta comunque il primo al mondo. Non si può escludere che grazie alle nuove tenologie il suo duraturo primato possa essere presto superato.