La dislessia è la difficoltà di lettura e comprensione di un testo e fa parte dei cosiddetti ‘Disturbi specifici dell'apprendimento' o DSA, che comprendono anche la difficoltà di scrittura (disgrafia), quella di operare con i numeri (discalculia) e altri deficit. Sono tutte condizioni che, sebbene correlate all'ambito scolastico e dunque alla cosiddetta “età evolutiva”, possono manifestarsi anche in età adulta, ad esempio in seguito a malattie come un ictus, patologie neurodegenerative come la demenza e lesioni cerebrali. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità sono considerate disabilità che possono compromettere seriamente le capacità di apprendimento – nei tempi e nei modi standard – del soggetto coinvolto, pur in presenza di un'intelligenza perfettamente normale. Per questa ragione i Disturbi specifici dell'apprendimento richiedono un percorso d'insegnamento mirato e soprattutto precoce, in grado di sostenere l'alunno in difficoltà. Poiché i DSA sono connessi all'architettura cerebrale, con l'avanzare dell'età e la maturazione i loro effetti tendono ad affievolirsi, sebbene in alcuni possano permanere dei sintomi anche in età adulta. Ecco quali sono i principali disturbi e cosa comportano.

Cos'è la dislessia

La dislessia è la forma di DSA più comune al mondo e rappresenta a grandi linee la difficoltà di lettura e comprensione di un testo, benché essa possa contemplare anche problemi di linguaggio – in particolar modo nei primissimi anni di vita –, difficoltà con la matematica, di memorizzazione, pronuncia, scrittura e ascolto di un discorso. Essa può manifestarsi in varie forme di gravità, da lieve a severa, e si ritiene che colpisca dal 3 al 7 percento della popolazione: in altri termini, vi sarebbe un bambino dislessico per ciascuna classe. La condizione, che spesso si accompagna alla cosiddetta Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), viene diagnosticata attraverso specifici test mnemonici, visivi, ortografici e di lettura in grado di far emergere eventuali deficit. Si tratta infatti di un disturbo cognitivo e non intellettivo, che coinvolge l'elaborazione visiva e il linguaggio. Le difficoltà emergono soprattutto nella discriminazione dei grafemi (lettere) nello spazio e quando sono associati a fonemi. L'origine si ritiene possa essere genetica (circa il 40 percento dei bambini dislessici ha un parente con la medesima condizione) e ambientale, tuttavia per alcuni andrebbe considerata come un semplice metodo “alternativo” di funzionamento delle reti neurali coinvolte nei processi di lettura, con le proprie specificità.

Cos'è la disgrafia

La disgrafia è direttamente correlata alla dislessia e rappresenta un disturbo che si manifesta con la difficoltà nella scrittura. Un bambino disgrafico non riesce a riprodurre correttamente lettere e numeri a causa di diversi fattori. Ad esempio non utilizza in modo appropriato lo spazio a disposizione sul foglio, scrivendo lettere disallineate verso il basso o verso l'alto e lasciando spazi irregolari tra i vari grafemi, inoltre impugna scorrettamente la penna, facendo troppa pressione (o troppo poca) sul foglio, sul quale è mal coordinato, rigido e scorre a fatica. I problemi si evidenziano solitamente alla terza elementare, quando determinati processi di scrittura dovrebbero essere ben assimilati. Le difficoltà risultano superiori quando il disgrafico prova a copiare dalla lavagna e a riprodurre forme geometriche.

Cos'è la disortografia

Alla disgrafia spesso si accompagna la disortografia, nella quale chi ne è colpito non riesce a trasformare correttamente il linguaggio parlato con la forma scritta (un esempio efficace può essere lo scrivere ‘cuando' al posto di quando). In altri termini, questo DSA rappresenta la difficoltà a tradurre i suoni delle parole nei simboli grafici necessari alla scrittura. Confusione e inversione di fonemi e grafemi, oltre che l'omissione e l'inversione di alcune lettere nelle parole sono le manifestazioni più comuni. Possono presentarsi anche difficoltà nel linguaggio. La disortografia spesso sfocia nella demotivazione e nella scarsa autostima dell'alunno colpito, e i progressi scolastici possono essere molto più lenti rispetto a quelli dei compagni.

Cos'è la discalculia

La discalculia è rappresenta genericamente la difficoltà a operare con i numeri. Il bambino discalculico oltre ad avere problemi a leggere e scrivere i numeri, confondendo e invertendo le cifre, non comprende correttamente il significato delle quantità, non riesce a metterli in serie, ha difficoltà a contare alla rovescia e a imparare le tabelline. Possono presentarsi anche errori nelle procedure per il calcolo numerico e confusione tra i simboli aritmetici.

Come si trattano i DSA

Poiché dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia non sono vere e proprie malattie non esiste una ‘cura' propriamente detta, ma solo percorsi terapeutici in grado ridurre i sintomi che comportano i vari disturbi. Il diritto allo studio degli studenti con DSA è tutelato dalla Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010; essa prevede un Piano Didattico Personalizzato per "fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari". Tra i vari strumenti di supporto vi sono mappe concettuali, testi in digitale e sintesi della lezione, registrazione della lezione e altro ancora. Tra le cosiddette misure dispensative possono invece essere previste verifiche orali al posto di quelle scritte e tempo aggiuntivo per completare le prove. Particolarmente utili risultano essere i libri digitali, come indicato dall'Associazione Italiana Dislessia. Questi libri sono in formato PDF aperto e si interfacciano con altri strumenti informatici al fine di supportare lo studente con DSA. Può essere molto utile il supporto di un logopedista e di uno psicologo/psicoterapeuta, anche in virtù dei problemi di inserimento sociale e di autostima che talvolta hanno i bambini affetti da DSA.

[Credit: White77]