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Dieci strane fobie (di cui potremmo soffrire tutti)

Per qualcuno è impossibile anche pronunciare la parola “bottone”; per altri la paura di alcuni animali può paralizzare; e poi c’è chi non sopporta i buchi e chi gli aerei.
A cura di Nadia Vitali
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Provare un sentimento di irrazionale repulsione nei confronti di specifici oggetti, creature viventi, attività: la fobia è quella paura – spesso inspiegabile – che può essere scatenata anche quando il soggetto coinvolto si trova nel migliore stato psicologico ed emotivo. Non di rado il turbamento può nascere da elementi estremamente comuni che, per chiunque altro, non potrebbero in alcun modo essere percepiti come una minaccia: molti non sanno, ad esempio, che dei semplici aghi possono risultare semplicemente terrificanti per qualcuno; o che per alcuni individui la vista di un alveare può generare inquietudine e senso di smarrimento. La buona notizia è che qualunque fobia può essere curata attraverso il ricorso alla psicoterapia.

Ma da cosa nascono queste avversioni così forti che, in alcuni casi gravi, possono limitare fortemente l'esistenza degli individui? Non è possibile dare una spiegazione univoca: la fobia può essere legata ad un trauma infantile, ma la casistica non si ferma certamente qui. Talvolta un evento del passato può essere stato determinante, pur non avendo avuto precise connotazioni traumatiche; oppure l'oggetto della fobia è stato "scelto" come simbolo negativo, fonte di tutte le angosce possibili e quindi da tenere lontano. La fobia può giocare il ruolo di "copertura" del Vaso di Pandora di tutto il male e, per questo, presentarsi come un punto focale delle più grandi e inspiegabili paure, indirizzate verso elementi talvolta anche piuttosto curiosi. Il mondo delle fobie è misterioso e pieno di interrogativi: scopriamo, quindi, alcune fobie tra le più comuni o, anche, le più bizzarre.

Koumpounophobia, la paura dei bottoni

Apparentemente evitare i bottoni potrebbe non sembrare un'impresa troppo complessa: ma provate a riflettere su quanto potrebbe essere difficile scegliere un paio di jeans o un cardigan; per non parlare dei tanti accessori (dagli orologi alle borse) che fanno dei bottoni un ornamento. Insomma la vita per chi soffre di koumpounophobia deve essere tutt'altro che facile: alla costante ricerca della zip che salvi dalle proprie angosce, i soggetti affetti da questa curiosissima fobia sono più numerosi di quanto si possa credere. Molto spesso non è sufficiente rassicurarsi sapendo di non averne neanche uno addosso: può bastare la sola vista del bottone su un abito altrui a causare fastidio; e, nel dubbio, forse è meglio evitare anche di pronunciare la parola che indica l'odiato oggetto.

Belonefobia, la paura degli aghi e degli spilli

Il suo nome potrebbe non dirvi niente ma, per la verità, si tratta di una fobia estremamente diffusa: paura ed ansia, che possono portare sintomi evidenti dalla sudorazione delle mani fino allo svenimento, sono in questo caso originate dalla vista di strumenti sottili ed acuminati, in grado di ferire e causare sanguinamento. Quindi si può avere la fobia di aghi e spilli, ma anche di cocci di vetro, lame appuntite, coltelli: conoscono bene questa paura tutti quelli che tremano al pensiero di doversi sottoporre al prelievo necessario per le analisi del sangue. Probabilmente è la fobia più comune al mondo, con circa il 10% della popolazione che si dichiara affetto da essa, seppur con gradi di intensità variabili da individuo ad individuo che possono andare da un semplice fastidio all'impossibilità anche soltanto di guardare un oggetto appuntito.

Coulrofobia, la paura dei clown

Ammettiamolo: chiunque abbia avuto la sventura di vedere la miniserie televisiva tratta dal romanzo It di Stephen King difficilmente potrà avere un buon rapporto con i clown. In ogni caso, se anche non ci avesse messo il proprio contributo la televisione, i pagliacci hanno un aspetto senz'altro singolare: il disegno eccessivo della bocca è un sorriso molto ampio o, piuttosto, un ghigno malefico? E cosa celano quel naso rosso e grosso e quei capelli strani? Se ad alcuni i clown semplicemente non generano grande simpatia (in molti, del resto, trovano triste la loro comicità) per altri, anche da adulti, possono essere fonte di vero panico. Associata alla coulrofobia c'è anche la pediofobia: quest'ultima, che come la prima si manifesta con una maggiore incidenza nei bambini, consiste nel terrore delle bambole. Entrambe le fobie potrebbero essere accantonate una volta entrati nell'adolescenza ma può capitare anche che qualcuno se le trascini dietro durante l'età adulta: magari vivendola senza l'agitazione di un bambino spaventato che chiama la mamma, ma comunque con un grande turbamento.

Il volto di un clown può essere ben poco rassicurante per i bambini ma a volta anche per gli adulti
Il volto di un clown può essere ben poco rassicurante per i bambini ma a volta anche per gli adulti

Tripofobia, la paura dei buchi

Poco conosciuta e anche poco studiata è la tripofobia, il cui nome letteralmente significa "paura dei buchi". In realtà, con questo termine si identifica una fobia diretta, più che verso il singolo buco, verso i "pattern ripetitivi": c'è, quindi, chi può sentirsi a disagio, preda dell'ansia e scosso dai brividi su tutto il corpo alla vista di un alveare o delle conformazioni rocciose a forellini che si trovano spesso sugli scogli marini. Il tripofobico, infatti, è impressionato tendenzialmente da buchi dalle piccole dimensioni ravvicinati: migliaia di persone sostengono di sentirsi a disagio alla vista di qualcosa del genere. Essendo una delle fobie di cui si sa di meno, le osservazioni su questo tipo di disturbo sono molto limitate: una ricerca curata da alcuni studiosi britannici, condotta poco più di un anno fa, ne cercava le radici nel nostro passato evolutivo, anziché in fattori culturali o psicologici. La visione di questo tipo di modello, infatti, richiamerebbe in alcune parti più primitive del cervello le immagini di animali velenosi e pericolosi, come alcune specie di serpenti o di ragni. In verità, secondo gli scienziati, tutti gli esseri umani mostrerebbero delle tendenze tripofobiche, anche se per lo più molto lievi (oltretutto sfruttate brillantemente per rendere più "virale" una recente bufala del web): il che sembrerebbe quasi confermare come questa curiosa fobia sia in realtà un patrimonio condiviso da tutta l'umanità, magari proprio in ragione di un passato comune.

Musofobia, la paura dei topi

Il topo è un ospite sgradito nelle case di chiunque, quanto meno secondo quelle che sono le nostre abitudini. Piccolo, capace di infilarsi ovunque, divoratore di derrate alimentari di ogni genere, da sempre acerrimo nemico dell'uomo, in particolare quando la sopravvivenza di quest'ultimo dipendeva dal grano che veniva immagazzinato (e in effetti alcuni studiosi sostengono che l'amicizia tra uomo e gatto sia nata proprio dall'esigenza tutta umana di tutelarsi dagli attacchi dei roditori). Insomma, che il topo possa risultare difficilmente simpatico a chiunque non è un mistero. Per alcuni individui, però, la paura dei roditori può assumere dimensioni sproporzionate e un aspetto del tutto irrazionale: quindi, partendo da una base culturale e sociale (il topo è percepito come un animale sporco, contaminatore, portatore di malattie, sfuggente e colonizzatore) si approda ad una vera e propria fobia, ad un senso di terrore che può verificarsi anche in presenza di altri roditori come talpe e criceti. Ad alcuni può bastare la sola immagine di un topo, anche al sicuro dietro uno schermo, per provare disagio e fastidio.

Entomofobia, la paura degli insetti

Tra tutte le fobie riferite agli animali, la persistente ed irrazionale paura scatenata dagli insetti è probabilmente la più comune: può essere determinata da una particolare creatura come l'ape o la blatta. Generalmente in questo tipo di fobia viene elencata anche l'aracnofobia, la fobia dei ragni, anche se tassonomicamente i ragni non sono considerati insetti e, quinti, l'aracnofobia dovrebbe costituire categoria a sé. In ogni caso, la paura scatenata da queste piccole creature è un fenomeno assai frequente tra i bambini ma che, per molti, diventa un fardello anche da adulti. Chi non esperisce tale fobia può trovare del tutto spropositata la reazione di un entomofobo dinanzi ad un insetto: nei gradi più severi, tale fobia rende difficile la vita del soggetto coinvolto dal momento che la presenza degli insetti può essere controllata relativamente e, soprattutto, in determinati ambienti può risultare di difficile gestione.

Ailurofobia, la paura dei gatti

A tutti gli amanti dei felini questa probabilmente sembrerà la fobia più assurda ed inspiegabile: eppure l'ailurofobia, ossia una paura dei gatti anomala e persistente, è anch'essa piuttosto diffusa. Come molte altre fobie, può essere determinata da cause diverse: la persona che ne soffre, che esperisce paura e anche difficoltà a respirare in presenza dell'animale, potrebbe collegare il gatto a qualche sgradevole esperienza della prima infanzia; o, in alternativa, sentirti inquieto a causa di quell'aspetto misterioso e singolare che, già in passato, ha creato non pochi problemi alla vita dei felini, di volta in volta accusati di essere compagni di streghe, emissari di satana o incomprensibili creature soprannaturali.

Pura dei gatti? Non temete, non siete soli!
Pura dei gatti? Non temete, non siete soli!

Aerofobia, la paura di volare in aereo

Ripetere ad un aerofobico che «statisticamente l'aeroplano è il mezzo di trasporto più sicuro» e che «le automobili determinano di gran lunga più incidenti» è del tutto inutile: la paura irrazionale di volare si interessa molto poco dei numeri e l'ansia che può affliggere una persona "condannata" a trascorrere anche soltanto un'ora a diverse miglia di altezza resta di fatto ingestibile. Spesso l'aerofobia può essere un effetto secondario della claustrofobia o dell'acrofobia; ma, anche, della paura di separarsi dai propri cari o ancora, può nascere da un conflitto interiore della persona coinvolta, la quale vive con senso di colpa il proprio desiderio di libertà. L'aereo può spaventare perché l'individuo sa di essere in una situazione della quale non ha alcun controllo. Per i claustrofobici è più il panico di sentirsi male (o di avere un attacco di panico) a determinare il terrore dell'aereo, mentre negli altri casi il timore è proprio quello che l'aereo precipiti per qualche ragione. A seconda del grado in cui si manifesta, causando sintomi che vanno dalla tachicardia e la sudorazione fino al vomito e alla diarrea, la paura di volare può compromettere seriamente l'esistenza di un individuo, creando ostacoli alla vita professionale e inibendo la possibilità di viaggiare per piacere. Come accade con tutte le altre fobie, l'aerofobia si manifesta con diversi gradi di intensità: ci sono quelli che non prendono l'aereo mai e basta, quelli che lo prendono soltanto in circostanze strettamente necessarie e, infine, quelli che riescono a salire sull'aereo ma a costo di una grande sofferenza per ogni viaggio.

Acluofobia, la paura del buio

Chi da bambino non ha avuto paura del buio? Chi non ha temuto che qualcosa di sinistro e spaventoso potesse nascondersi negli angoli meno illuminati della propria casa, sotto al letto o dietro ai mobili? Ebbene può capitare che quello che ha terrorizzato la gran parte di noi durante l'infanzia possa costituire un tormento anche durante l'età adulta: certo, è normale sentirsi a disagio se ci si trova in un ambiente oscuro e magari sconosciuto, ma quando tale timore assume connotazioni di panico, con tanto di sintomi fisici, si può parlare a tutti gli effetti di acluofobia. Talvolta essa può sorgere in seguito ad eventi traumatici, anche in età adulta e, magari, per periodi di tempo limitati. In altri casi può costituire una fobia costante, magari anche caratteristica quando a soffrirne sono personaggi celebri come Alfred Hitchcock, il maestro che fece della paura la sua fonte di ispirazione artistica.

Fobofobia, la paura delle paure

Rara e anche difficile da comprendere, la fobofobia letteralmente è la paura di sviluppare una fobia. Tendenzialmente si collega ad altre fobie, il che rende più facile spiegare il fenomeno: mettiamo il caso che si soffra di acrofobia (paura dell'altezza), la fobofobia consiste nel terrore di trovarsi in una situazione in cui l'altezza può determinare lo scatenarsi della fobia correlata. Si può anche temere di sviluppare una fobia che non sia ha e, anche il quel caso, è lecito parlare di fobofobia.

[Immagine d'apertura via Wikipedia]

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