E' di gran lunga la forma di diabete più diffusa e al momento la diagnosi più utile si basa sulla valutazione dei livelli di zucchero nel sangue. Il diabete di tipo 2, però, potrebbe trovare una nuova forma di analisi capace di andare oltre al solo indicatore di zuccheri. La ricerca è stata condotta dagli esperti della University of Manchester del King’s College di Londra, che hanno preso in esame cento donne classificate con livelli di diabete basso, medio o alto.

Il test proposto dai ricercatori prende in esame non soltanto lo zucchero, poiché accade talvolta che, anche quando i livelli di glucosio sono rientrati in valori normali, è comunque possibile che si sia riportato qualche danno. Kennedy Cruickshank, del King College di Londra, ha spiegato che "l'attuale metodo di categorizzazione del diabete di tipo 2 si basa esclusivamente sui livelli di glucosio del paziente, il che significa che molti hanno già subito un danno dei vasi sanguigni".

Il diabete causa complicanze debilitanti e mortali, quali ictus e attacchi cardiaci, cecità, malattie renali e nervose e danni al sistema circolatorio. Riuscire ad intervenire in maniera più mirata e in anticipo potrebbe dunque non solo migliorare la qualità della vita, ma anche salvare molte vite. Secondo i ricercatori il nuovo test potrebbe entrare nell'uso medico entro i prossimi tre anni e sarà capace di "predire" il diabete di tipo in anticipo di un paio di mesi o addirittura di anni rispetto alle pratiche attualmente in uso.