Una nuova crema sperimentale riduce efficacemente i sintomi della dermatite atopica, una diffusa malattia cronica e infiammatoria della pelle così chiamata poiché priva di una collocazione definita. Identificata dal nome PAC-14028, la crema è stata messa a punto da un team di ricerca sudcoreano guidato da studiosi del Vital Beautie Research Institute e dell'Università Chung-Ang, che hanno collaborato con i colleghi della Scuola di Medicina dell'Università di Konkuk e dell'Asan Medical Center. La crema, che ha dimostrato di migliorare significativamente prurito e infiammazione, è un medicinale non steroideo e dunque presenta un profilo di sicurezza maggiore rispetto ad altri prodotti analoghi.

Gli scienziati, coordinati dai professori M. Park e B. Kim, docenti presso il Dipartimento di Dermatologia dell'ateneo di Seoul, hanno coinvolto nella ricerca circa 200 pazienti colpiti da dermatite atopica lieve e moderata. Durante le otto settimane dello studio, randomizzato, multicentrico e condotto in doppio cieco, i partecipanti sono stati suddivisi in vari gruppi che hanno seguito un trattamento con creme contenenti diverse percentuali di principio attivo. Al gruppo di controllo è stato somministrato un prodotto placebo. Tutti i partecipanti hanno utilizzato il prodotto due volte al giorno.

Dall'analisi statistica dei dati è emerso che al termine della terapia sperimentale i pazienti trattati con la crema PAC-14028 più “potente” hanno ottenuto un sostanziale beneficio in termini di sintomi, segni clinici e infiammazione rispetto al gruppo di controllo. La crema ha anche dimostrato di essere molto sicura, dato che non sono stati evidenziati effetti collaterali ed eventi avversi significativi.

Ma come agisce la PAC-14028? Kim e colleghi hanno sviluppato una molecola che blocca il recettore TRPV1 (transient receptor potential vanilloid subfamily, member 1), un canale ionico fortemente associato al meccanismo che determina prurito e infiammazione nei pazienti colpiti dermatite atopica. Grazie anche al notevole profilo di sicurezza, la crema potrebbe presto uscire dal circuito sperimentale ed essere immessa in commercio. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata British Journal of Dermatology.