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È stato approvato il primo farmaco contro la depressione post-partum, un serio disturbo che colpisce una neomamma su nove e che, nelle forme più gravi, mette a repentaglio la vita sia della donna che del bambino. Ad autorizzare l'uso del farmaco, chiamato brexalonone (nome commerciale Zulresso), è stata la Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia governativa statunitense che si occupa di regolamentare farmaci, alimenti e terapie sperimentali. Il medicinale è così efficace nel contrastare i disturbi depressivi che non solo è stato già inserito – con codice prioritario – nell'iter di approvazione dell'EMA, l'Agenzia Europea del Farmaco, ma si pensa già a un utilizzo più ampio, ad esempio contro il disturbo depressivo maggiore e altre patologie psichiatriche.

Rivoluzionario. A sottolineare l'importanza dell'approvazione del brexanolone è stata la direttrice della Divisione Prodotti Psichiatrici presso il Centro per la valutazione e la ricerca sul farmaco dell'FDA, la dottoressa Tiffany Farchione: “La depressione post-partum è una condizione seria che, se grave, può essere pericolosa per la vita. Le donne possono sperimentare pensieri autolesionisti o fare del male al proprio bambino. La depressione post-partum può anche interferire con il legame madre-figlio. Questa approvazione segna per la prima volta l'arrivo di un farmaco specificamente pensato per il trattamento della depressione post-partum, fornendo una nuova importante opzione di trattamento”.

Terapia e azione. Ma come agisce il brexanolone? Il principio attivo, che produce effetti ansiolitici, anticonvulsivanti e sedativi simili a quelli delle benzodiazepine, ha lo scopo di contrastare il crollo di ormoni steroidei come il progesterone e l'allopregnanolone che avviene subito dopo il parto, e che è intimamente connesso ai sintomi della depressione post-partum. In due importanti studi clinici il farmaco ha ampiamente dimostrato la sua efficacia, notevole sia in termini di rapidità che di azione prolungata. Poiché ha una forte azione sedativa, la terapia per via endovenosa e della durata di 60 ore deve essere eseguita sotto strettissima sorveglianza medica. C'è infatti il rischio di perdita di coscienza per eccessiva sedazione, inoltre vanno costantemente tenuti sotto controllo i livelli di ossigeno nel sangue. Tra gli altri effetti collaterali rilevati vi sono arrossamenti, secchezza delle fauci e sonnolenza. I dettagli sul'approvazione del brexanolone sono stati pubblicati sul sito dell'FDA.