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Chi è affetto da depressione ascolta musica triste non per rinforzare e mantenere il proprio d'animo, bensì per sentirsi meglio. La musica triste, infatti, avrebbe un potere calmante e rilassante in grado di ridurre la tristezza, e non di catalizzarla, come era stato osservato in un'indagine del 2015 condotta da ricercatori dell'Università di Yale e della The Hebrew University. A dimostrare la ragione per cui amiamo tanto la musica triste è stato un team di ricerca dell'Università della Florida del Sud.

L'esperimento. I ricercatori, coordinati dal dottor Jon Rottenberg e dalla studentessa laureata Sunkyung Yoon del Mood and Emotion Lab dell'ateneo americano, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto un esperimento con 76 studentesse. Metà delle partecipanti aveva una diagnosi di depressione persistente (ne soffrivano da almeno due anni), mentre l'altra metà era composto da ragazze in salute, il classico gruppo di controllo. Gli scienziati si sono concentrati solo sulle donne anche perché nel gentil sesso il rischio di depressione è doppio rispetto agli uomini. Nella prima parte del test hanno chiesto alle ragazze di scegliere brani musicali da ascoltare da un'apposita selezione, composta da soli pezzi strumentali tra i quali “Infernal Galop” di Jacques Offenbach (tipicamente allegro) e “Adagio for Strings” di Samuel Barber, che è invece considerato un pezzo tristissimo. Le ragazze colpite dalla depressione hanno scelto nella maggior parte dei casi proprio brani tristi, come emerso dalla ricerca del 2015. Nella seconda parte del test è stato chiesto di ascoltare musica triste e allegra (sempre strumentale) e di segnalare il proprio stato d'animo in seguito all'ascolto. Ebbene, quasi tutte le ragazze hanno indicato di sentirsi meglio dopo aver ascoltato musica triste.

I risultati. Anche se lo studio presenta numerose limitazioni, che andranno colmate con ulteriori indagini (ad esempio integrando uomini e brani vocali), gli scienziati suggeriscono che la musica triste a “basso contenuto di energia” abbia un effetto calmante e rilassante su di noi, ed è per questo che la preferiamo quando ci sentiamo tristi o siamo depressi. In parole semplici, ci fa sentire meglio e non la sfruttiamo per alimentare la nostra tristezza. In un precedente studio pubblicato sull'autorevole rivista scientifica PloS ONE e condotto da scienziati dell'Università di Jyväskylä (Finlandia) era emerso che la maggior parte dei partecipanti sottoposti all'ascolto di musica triste aveva mostrato sensazioni di benessere e piacere, in particolar modo le persone più avanti con l'età. I dettagli della nuova ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Emotion e sul sito dell'Università della Florida del Sud.