Ha suscitato un certo interesse in Rete il tweet pubblicato da Preeti Desai agli inizi di settembre, con foto raffiguranti l'ennesimo mostro spiaggiato. Il tema si presta spesso a speculazioni che sfociano facilmente nella criptozoologia, come abbiamo avuto spesso modo di constatare. Le foto sono state scattate in una spiaggia nel Golfo del Messico, in Texas. Lo sfondo della vicenda è quello delle recenti devastazioni cui è soggetto lo Stato americano, per via del passaggio dell'uragano Harvey.

Il presunto mostro si presenta con denti affilati e corpo serpentiforme, oltre a questo appare senza occhi. Al solito il fenomeno della decomposizione rende irriconoscibili gli esemplari spiaggiati, tanto da scatenare vere e proprie challenge online dove ci si sfida a chi indovina di che esemplare si tratta, o la spara più grossa. L'immediatezza del mezzo, come un Social network, ci toglie la pazienza di attendere il responso di chi ha speso anni della propria vita a studiare le specie animali, questo vale purtroppo per tutte le branche della Scienza, anche per la medicina.

Che creatura si vede nella foto?

Come volevasi dimostrare, a distanza di un solo giorno è arrivato il responso di un esperto, nella persona di Kenneth Tighe. Si tratta di un biologo dello Smithsonian specializzato in anguille, il quale ha rilasciato la sua analisi su NewsNetwork. Si tratta di un esemplare di Aplatophis chauliodus, meglio noto come Fangtooth snake-eel. Questo genere di anguille possono vivere in profondità che variano dai 30 ai 90 metri. Esistono diverse varietà, come la Bathyuroconger vicinus o la Xenomystax congroides, entrambe possono corrispondere alle immagini riportate dalla Desai. A distanza di due settimane dal ritrovamento ormai non ci sono molti dubbi. Come si fa notare anche sul Washington Post, la forma dell'animale concorda con quello di un Aplatophis chauliodus, trovando conferme anche nel database online dei pesci. Nonostante le profondità in cui queste creature sono abituate a vivere non è affatto improbabile che le forze scatenate da un uragano possano portarle in superficie, condannandole a morte.