Riccio di mare (foto da Wikipedia).
in foto: Riccio di mare (foto da Wikipedia).

Li usiamo di solito con gli spaghetti o le linguine, ma a quanto pare il loro punto forte non è solo il profumo di mare. Una ricerca condotta da Anna Palumbo, dirigente di Ricerca alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, Immacolata Castellano della stessa stazione zoologica, Gian Luigi Russo e Maria Russo del Cnr di Avellino e Alessandra Napolitano della Federico II ha individuato una nuova funzione dell'ovotiolo, un amminoacido modificato presente nelle uova del riccio di mare. In passato la stessa dottoressa Palumbo aveva scoperto, con i colleghi Giuseppe Prota e Marco d’Ischia dell’Università degli studi di Napoli Federico II, che l'ovotiolo svolge la funzione di anti-ossidante per la protezione dell'embrione. L'ovotiolo, come spiegato dalla rivista internazionale Marine Drugs, svolge anche un’azione antitumorale su cellule di carcinoma epatico, portando alla morte del tumore per autofagia. Partendo da questo amminoacido "virtuoso", si potrebbero sviluppare farmaci preventivi o curativi.