Candeggina per curare l'autismo. Sembra un'assurdità, eppure in Gran Bretagna sei coppie sono state accusate dalla polizia di aver sottoposto i propri figli piccoli a un simile trattamento, frutto della “visione” di un santone britannico – chiamato Danny Glass – secondo cui una soluzione a base cloro (fortemente diluita) riuscirebbe a curare questo disturbo dello sviluppo. Spinti dalla disperazione per la mancanza di una cura e dall'ignoranza, i genitori coinvolti nell'indagine avrebbero acquistato sul web (30 euro a flacone) la cosiddetta ‘Miracle Mineral Solution' promossa da Glass, una soluzione di diossido di cloro ottenuta dalla reazione ipoclorito di sodio e acido citrico che viene comunemente utilizzata come sbiancante e detergente industriale.

Ma perché proprio la candeggina? Secondo Glass, la ‘Miracle Mineral Solution' (MMS) introdotta per via orale o anale attraverso un clistere eliminerebbe dall'organismo – e in particolar modo dall'intestino – i presunti parassiti responsabili dell'autismo. Si tratta ovviamente di una considerazione delirante, che oltre a dimostrare la totale ignoranza su questo disturbo non ha il benché minimo rispetto per le famiglie che soffrono per esso. La MMS è così diluita da avere una concentrazione simile a quella di alcuni disinfettanti per trattare l'acqua di piscina, tuttavia può provocare bruciore, vomito, diarrea e disidratazione nei soggetti trattati. A maggior ragione nei bambini piccoli. In concentrazioni superiori queste sostanze possono letteralmente corrodere i tessuti e innescare danni al DNA, con tutti i rischi che comportano per la salute.

Il preoccupante fenomeno è nato nel solco già tracciato da Jim Humble, un altro santone che anni fa spacciava la MMS come terapia per diversi malanni, suffragandola con libri e ovviamente vendita online del “miracoloso” prodotto. La diffusione della nuova, inutile e pericolosissima moda è alimentata dalle possibilità di contatto attraverso i social media; è stato infatti scoperto un gruppo segreto su Facebook dove i genitori si scambiano consigli su tecniche e tempi di somministrazione, che possono arrivare a 16 dosi al giorno per sei mesi. Una follia da interrompere al più presto.