Il servizio di Report “Troppa Trippa” ha scoperchiato un vaso di Pandora che, nella realtà dei fatti, non è mai stato chiuso. Il dubbio “cosa dare da mangiare a Fido e Felix” è intrinseco di qualsiasi proprietario che ogni giorno deve fare i conti con il portafoglio e lo stato di salute del proprio animale domestico. L'inchiesta ha cercato, come affermato dagli stessi giornalisti, “di fare luce su un settore poco trasparente”.

Man vs food

Effettivamente poche persone hanno ben chiaro il significato di un'etichetta stampata su un pacco di mangime o hanno competenze nel settore del pet food, per capirci, quanti di noi sanno realmente cosa stanno dando da mangiare al proprio amico a 4 zampe? Ma soprattutto, quanti di noi sanno realmente cosa sia meglio per lui? Pochi, ammettiamolo. Allo stesso tempo viene anche da chiedersi quanti conoscano il significato delle etichette degli alimenti di cui noi stessi ci nutriamo. Sappiamo cosa significhi mangiare un determinato additivo, un certo conservante o un esaltatore di sapidità? Considerando che già noi non riusciamo a capire se la carne sia o meno cancerogena o se i vegetariani debbano essere considerati nemici dell'ambiente, viene difficile credere di riuscire ad organizzare una dieta sana ed equilibrata per un cane o un gatto e per questo, se per noi ci affidiamo al buon senso, per Fido e Felix ci riferiamo al veterinario.

Il veterinario

Come accade tra i medici per esseri umani, anche tra veterinari ci sono quelli specializzati. Questo significa che per quanto un veterinario abbia una conoscenza generale di ciò che riguarda il mondo animale, per entrare nel dettaglio di un determinato settore si specializza e ciò vale anche per l'alimentazione. Esistono infatti veterinari nutrizionisti che, forse più di altri, sanno dirci cosa sia meglio per il nostro cane o gatto. Trovare quello affidabile e competente è dunque il primo obiettivo da raggiungere.

Cosa è più comodo?

All'interno di una routine quotidiana frenetica non è semplice riuscire a trovare il tempo per cucinare anche per i nostri animali domestici. Questo è spesso il pensiero di chi preferisce optare per il “cibo pronto” (crocchette e scatolette) grazie al quale, basandosi sulle quantità riportate direttamente sulle confezioni, è possibile impiattare, o meglio inciotolare, in pochi istanti la pappa. Diversamente c'è chi sceglie la dieta casalinga e sostiene che, organizzandosi per tempo, preparare un po' di pasta e carne mentre si finisce di mettere a posto la spesa non sia poi così complicato. Insomma punti di vista. Tralasciando coloro che nutrono cani e gatti con gli avanzi del tavolo, la peggior scelta possibile, vediamo quali siano le principali diete.

Cibo pronto (crocchette e scatolette)

Partiamo con il dire che le crocchette e le scatolette non sono il male. Si tratta di alimenti completi, nel senso che conferiscono al nostro animale ciò di cui ha bisogno, che hanno un prezzo che varia a seconda della qualità degli alimenti da cui sono composti, come è facile da immaginare e come avviene anche per i nostri prodotti. Le crocchette sono definitive il cibo “secco” poiché sono come dei piccoli biscotti che vengono masticati dagli animali, le scatolette invece sono il cibo “umido”, che di solito è più appetibile e spesso viene aggiunto alle crocchette per convincere Fido e Felix a mangiarle. Si trovano nei negozi di pet food e sono acquistabili online. Spesso vengono distinti oltre che per alimento (carne rossa, carne bianca e pesce), per funzionalità, ad esempio quelle specifiche per chi soffre di problemi ai reni, quelle dietetiche per gli anziani o quelle pensate per i cuccioli. Spesso vengono criticate perché per realizzarle sono stati effettuati testi di laboratorio non proprio piacevoli direttamente sugli animali, futuri fruitori, o per la non chiara composizione. Quando si legge “carne e derivati (4%)” ad esempio significa che di tutta quella scatoletta, il 4% è fatto di carne e derivati. Una percentuale un po' bassa se contiamo che cani e gatti sono principalmente carnivori diventati onnivori con la domesticazione. Con carne e derivati cosa si intende? La carne è il muscolo mentre i derivati sono la pelle, le ossa, le piume, gli scarti in generale. In pratica, di questo 4% una non definita parte è carne e il restante scarti. Tra l'altro, un recente studio ha mostrato che in alcuni prodotti che avrebbero dovuto contenere solo carne di manzo, in realtà c'erano anche altri animali, il che può essere un rischio se il nostro cane o gatto soffre di qualche intolleranza particolare, ma questi sono casi singoli, quindi niente allarmismi. Altro tasto dolente del cibo pronto è la grande quantità di cereali che contiene e di cui il cane o il gatto, almeno in parte, potrebbe fare a meno.

Dieta casalinga

Quando si parla di dieta casalinga non si vuole suggerire di sostituire la spazzatura con il proprio cane o gatto, ma ci si riferisce ad una preparazione domestica del pasto. Quindi di cucinare separatamente gli alimenti che non devono mai essere conditi con, ad esempio, un soffritto di cipolle. Le diete casalinghe basiche sono composte da una parte di proteine (manzo, pollo, tacchino, pesce), una parte di carboidrati (pasta, riso, patate, polenta – tutto scotto), una parte di acidi grassi essenziali (olio e semi) e una parte di integratori. Questi alimenti devono avere quantità specifiche ed equilibrate basate non solo sul peso del nostro cane, ma anche sul tipo di attività fisica che svolge ogni giorno, onde evitare malnutrizione o sovra dosaggi. In questo caso il fai da te è il male assoluto e per questo bisogna sempre fare riferimento al nostro veterinario che, se non esperto in materia, saprà consigliarci chi contattare. Gli aspetti negativi di questa scelta per alcuni sono la praticità e il costo. In realtà gli alimenti possono essere preparati anche con 48 ore di anticipo e poi conservati in frigo fino al momento del pasto. Quanto al prezzo, se mettiamo in paragone le crocchette a bassissimo costo (chiediamoci sempre perché costino così poco) è vero che la casalinga è una dieta più cara che però è più conveniente rispetto alle crocchette premium.

Dieta BARF

Forse la più criticata e discussa tra le diete, la BARF (Biologically Appropriate Raw Food) è la versione crudista per cani. Questo tipo di scelta alimentare parte dal presupposto che il cane, come il lupo, sia un predatore carnivoro e per questo abbia bisogno di mangiare crudo e che nutrendosi di una preda possa avere tutto ciò di cui ha bisogno. Come funziona? In pratica esistono, proprio come per la casalinga, porzioni MOLTO BEN DEFINITE di carne (muscolo, pelle, cartilagine e interiora), ossa, verdure, cereali, frutta, erbe e prodotti caseari che, insieme, formano una regime alimentare equilibrato. Anche in questo caso il fai da te è sconsigliatissimo, anzi vietatissimo. La BARF viene spesso criticata per la paura che hanno molte persone di dare al cane le ossa. Chiariamo subito che la quantità di ossa previste da questa dieta si limita al 5% della pappa giornaliera, che si possono tranquillamente eliminare e si tratta di ossa specifiche introdotte piano piano e partendo da quelle più morbide. Il problema legato ai cani operati a causa delle ossa spesso è legato al fatto che Fido non è abituato a mangiarle e di solito quelle a cui arriva sono resti di barbecue o di altri nostri pasti, quindi cotte e pericolose. Altri aspetti negativi di questo regime alimentare sono legati alla praticità poiché il cibo deve essere fresco e quindi ci vuole una certa capacità organizzativa per riuscire ad avere tutto. Ma con un po' di buona volontà è fattibile.

La virtù sta nel mezzo

Non è possibile essere integralisti quando si parla di alimentazione poiché il metabolismo di ognuno di noi gestisce il cibo in maniera differente e questo vale anche per i cani e i gatti, anche se nel loro caso esistono linee guida più chiare. Molte sono le persone che, come anche raccontato da Report, hanno dichiarato di aver risolto i problemi dermatologici o fisici del proprio cane passando alla casalinga o alla BARF, ma non è detto che tutte le crocchette e tutti gli alimenti contenuti dal cibo pronto fossero dannosi per l'animale. Semplicemente si è riusciti a trovare la strada migliore per quel soggetto per risolvere un problema, in altri casi probabilmente a queste diete sono preferibili le crocchette, ad esempio se l'animale soffre di qualche particolare patologia che richiederebbe un regime specifico non sempre realizzabile in cucina. In generale vale la regola dell'osservare Fido e Felix: perde o prende troppo peso? Perde pelo? È inappetente? È letargico? È iperattivo? Le feci sono troppo dure o sempre molli? La pipì fa un cattivo odore? Quanto beve? Senza esagerare con l'ansia, poniamoci queste domande per capire se ciò che diamo da mangiare al nostro amico sia adatto a lui e riportiamo queste informazioni al veterinario.

È anche una questione di cacca

Alcuni aspetti della quotidianità posso aiutarci a comprendere la situazione:

  • Feci – le feci sono tutto ciò che il corpo non metabolizza e i rifiuti. Un animale che mangia cibo pronto produce molte più feci di uno che segue la BARF o la casalinga, che assimila quindi quasi tutto ciò che aveva nella ciotola.
  • Acqua – un animale che mangia cibo pronto ha molta più sete rispetto a chi segue BARF o la casalinga, questo perché le crocchette sono secche e ricche di esaltatori di sapidità.

L'importanza del momento del pasto

Se è vero che il cane e il gatto ormai sono più pantofolai che predatori (nel mondo occidentale), è altrettanto vero che i responsabili di questo cambiamento siamo noi e che il loro livello di attività e di contatto con la loro vera natura è influenzato da quanta voglia abbiamo di permettergli di vivere le loro passioni. Se i gatti, animali predatori e territoriali, hanno accettato di stare relegati in casa e di accontentarsi di cacciare un topo di stoffa, i cani, predatori e da branco, hanno accettato di vivere come figli unici legati per il collo con un guinzaglio e obbligati, nella maggior parte dei casi, a passeggiate da 10 minuti sull'asfalto. Ma, tralasciando questi casi più critici, gli sviluppi nel campo dell'educazione cinofila, con l'apertura verso un approccio non più antropocentrico, ma che si avvicina alle necessità di specie di cani e gatti, ci stanno permettendo di capire meglio quali siano gli interessi del nostro 4 zampe. E questo vale anche per l'alimentazione. Non siamo gli unici a dare importante al rito del pasto. L'impegno che un cane mette nel masticare un pezzo di carne o l'attenzione che dedica nel decifrare i diversi alimenti presenti nella ciotola sono sintomi del valore che ha per loro la pappa. È possibile trasformare il pasto in un momento ludico e formativo, magari utilizzando ciotole particolari che obbligano i nostri pet a cercare il cibo. La sazietà si raggiunge anche attraverso la conquista.

In conclusione, quello dell'alimentazione è un argomento delicato che non può essere liquidato con un unico punto di vista integralista o, peggio ancora, con l'allarmismo, ma non deve neanche essere affrontato con superficialità. Cani e gatti oggi vivono molto più rispetto a qualche decennio fa, questo significa che siamo sulla strada giusta per garantire loro il benessere. Non ci resta allora che osservarli e affidarci a persone esperte, proprio come facciamo per i nostri figli.

[Foto di jacquielucas0]