Genetisti di tre importanti centri ricerca in Giappone e Colombia hanno creato in laboratorio piante di riso geneticamente modificate in grado di resistere meglio alla siccità. Non solo. Le piante transgeniche mostrano infatti anche parametri di crescita, biomassa prodotta e fertilità superiori rispetto alle piante di controllo non trattate. Il progetto, coordinato dagli studiosi del RIKEN Center for Sustainable Resource Science (CSRS) di Saitama, è nato dall'esigenza di rispondere agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e del relativo riscaldamento globale, che da alcuni anni a causa delle temperature sempre più elevate sta provocando ingenti danni alle colture e non solo. Poiché si stima che il fenomeno possa peggiorare in futuro, poter disporre di coltivazioni più resistenti alle condizioni avverse potrebbe salvare milioni di vite.

Il risultato è stato raggiunto impiantando in specie di riso brasiliane e africane un gene della arabetta comune (Arabidopsis thaliana), un vero e proprio organismo modello per la ricerca scientifica e dunque perfettamente conosciuto dagli studiosi. Il gene utilizzato, chiamato AtGolS2, viene espresso dall'arabetta per rispondere alla carenza di acqua e alle condizioni di elevata salinità. “Il gene Arabidopsis GolS2 è stato identificato grazie alla ricerca di base nel centro RIKEN”, ha sottolineato il coordinatore principale della ricerca, il dottor Fuminori Takahashi. “Con esso – ha proseguito lo studioso – siamo stati in grado di migliorare la resistenza allo stress da siccità e aumentare la produttività del riso in queste condizioni”.

Dopo l'intervento di ingegneria genetica è stata monitorata la crescita delle piante su terreni aridi e in serre per replicare le condizioni desiderate; dopo tre anni di test i risultati sono stati estremamente promettenti. Essa erano infatti più alte e producevano più chicchi di riso rispetto alle piante di controllo non OGM, inoltre non presentavano i caratteristici sintomi di stress alla siccità, come l'arrotolamento delle foglie. Nonostante l'ambizioso traguardo, a causa della tecnica adottata dai ricercatori questo riso non può essere commercializzato. Lo studio mirava principalmente a capire determinati meccanismi, al fine di raggiungere il medesimo risultato senza passare per l'ingegneria genetica. In base alle stime degli studiosi, ci vorranno dai dieci ai quindici anni. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Plant Biotechnology Journal.

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