Credit: J.DAVELAAR 2018
in foto: Credit: J.DAVELAAR 2018

Realizzata la prima simulazione di un buco nero supermassiccio per la realtà virtuale, trasformata in un video che permette di tuffarsi (letteralmente) nel cuore di tenebra, per osservarlo da un punto di vista inedito e affascinante. La simulazione è stata messa a punto un team di ricerca internazionale, composto da astrofisici e ingegneri informatici dell'Università Radboud (Paesi Bassi), dell'Istituto di Fisica Teorica di Francoforte, del Mullard Space Science Laboratory (Regno Unito) e dell'Università Goethe (Germania).

Gli scienziati, guidati dal professor Jordy Davelaar, docente presso il Dipartimento di Astrofisica/IMAPP dell'ateneo olandese, hanno creato il software sfruttando tutti i dati dei modelli astrofisici attualmente disponibili su Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio sito al centro della nostra galassia, la Via Lattea. Assemblando una lunga serie di immagini hanno ricostruito passo dopo passo l'aspetto (presunto) del buco nero e della sua area circostante, composta dal vortice di particelle influenzate dalla sua devastante attrazione gravitazionale.

Nella parte iniziale del video il buco nero si presenta non dissimile da quello visto nel celebre blockbuster “Interstellar” di Christopher Nolan, una sfera oscura che deforma lo spazio-tempo circostante. Nella seconda parte del filmato viene aggiunto l'effetto vorticoso delle particelle, quelle attratte dal cosiddetto disco di accrescimento del buco nero. L'aspetto più affascinante del video estrapolato dalla simulazione risiede nel fatto che può essere osservato a 360° grazie ai dispositivi per la realtà virtuale (Oculus Rift, HTC Vive e strumenti commerciali più economici di questi); per chi non dovesse averne uno può provare a destreggiarsi nel vortice di particelle con un semplice mouse, il touchpad del portatile o il touchscreen dello smartphone.

“La nostra simulazione di realtà virtuale crea una delle viste più realistiche dell'ambiente circostante di un buco nero e ci aiuterà a conoscere meglio come si comportano i buchi neri. Viaggiare verso un buco nero è impossibile, dunque modelli coinvolgenti come questo possono aiutarci a capire di più su questi sistemi da dove siamo”, ha dichiarato il professor Davelaar. Lo studioso ha sottolineato che lavori del genere possono aiutare i bambini e gli adulti ad appassionarsi all'astrofisica; del resto il modello è stato inizialmente pensato proprio per spiegare ai più piccoli cos'è un buco nero, ma si è trasformato in uno strumento di studio anche per i più esperti.

“La scienza è progredita e ora possiamo fare rendering molto più accurati – ha dichiarato il coautore dello studio Heino Falcke -, questi buchi neri sembrano molto diversi da come siamo abituati a concepirli”. I dettagli sulla simulazione di Sagittarius A*, un buco nero supermassiccio con una massa pari a 4 milioni di soli, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Computational Astrophysics and Cosmology.